La musica per tutti

Il convegno internazionale di studi “La musica per tutti”, tenutosi a Roma il 22 e 23 aprile 2008, ha proposto l’idea che la pratica musicale non sia, e non debba essere, privilegio di pochi.

Non si tratta soltanto d’inserire un’altra materia nel curricolo: Quirino Principe (Roma 3) ha messo in guardia a ragione dai “nemici”, ricordando che la musica nella programmi scolastici è stata osteggiata fin dai tempi di De Sanctis; il timore per la sua sospetta natura corruttrice, ragione storica dell’arretratezza italiana in questo ambito, risale secondo Luca Aversano (Roma 3) a Ludovico Muratori.

E’ necessaria una vera e propria rivoluzione culturale: Elio Matassi ha evidenziato come, secondo le speculazioni di Platone, Hegel, Bloch ed Ernst Kurtl, la musica sia fondamento della Bildung, e si realizzi attraverso un comportamento pratico e teorico (Roma 3), mentre per Ivanka Stoianova (Paris 8) essa è una strategia educativa nella scultura del sé. La formazione musicale si configura come diritto fondamentale dell’uomo nella riflessione di Georg Bollenbeck (Bildung und Kultur, 1996) presentata da Bernd Clausen (Universität Bielefeld), mentre partendo da Hanslick Giampiero Moretti (Napoli, l’Orientale) suggerisce come questa possa essere via maestra per l’educazione sentimentale, non connessa riduttivamente soltanto con la soggettività.

Diverse considerazioni filosofiche generano modelli di didattica e di fruizione: per Enrico Bottero (Torino) i criteri pedagogici sottesi alla pratica educativa dovrebbero evolvere dall’idea di “forma formata” tipica del metodo trasmissivo, insindacabile e meccanico, a quella di “forma formante” di Pareyson. Concludono la prima giornata di studio, Vincenzo Caporaletti, alla chitarra acustica, che ha presentato in duo con Paolo Damiani al violoncello, in prima assoluta Coup de dés, Ectopico, Groove, composizione audiotattile, secondo uno dei principi pedagogici dei Nuovi Ordinamenti Didattici dei Conservatori.

Secondo Nicola Sani (direttore artistico designato dell’Opera di Roma), è il teatro musicale, punto di convergenza tra i linguaggi della intermedialità, il luogo ideale oggi per fare musica attraverso il presente. Altre realtà sono state discusse da Gisella Belgeri (vice-presidente dell’orchestra Mozart) e Nicola Alesini (responsabile del progetto “Romarock, Romapop”), e da Martin Maria Krüger (presidente del Deutscher Musikrat) che ha esposto la situazione attuale del paesaggio culturale tedesco.

Le due giornate di riflessioni volute dal Comitato per l’apprendimento pratico della musica sono state ospitate dall’Università di Roma 3, dal Teatro dell’Opera di Roma, dall’Istituto Italiano di Studi Germanici, con il patrocinio del Ministero della Pubblica Istruzione.

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