Il Window Concert Tour for Berlin di Cameron Carpenter

“Cosa posso fare ora per gli altri?” dev’essersi chiesto Cameron Carpenter quando il corona virus si è manifestato paralizzando la vita musicale di tutto il mondo. L’organista di fama internazionale ha un vantaggio: è anche un artista “girovago”. Ha ideato infatti l’International Touring Organ, concepito apposta per i concerti itineranti, che ha debuttato a New York e Vienna nel 2014.

Poco dopo il concerto di Pasqua stanziale alla Konzerthaus (visibile su Arte fino al 12 maggio) il trentanovenne organista americano, che a Berlino vive, ha deciso di dare il via a un tour molto speciale: il Window Concert Tour.

“È bello suonare per le persone che forse potrebbero non essere in grado di partecipare alla nostra vita culturale o che forse non sono in grado di farlo tanto quanto vorrebbero” ha detto Carpenter a Stern (video, in tedesco).

Da giovedì 30 aprile a sabato 2 maggio 2020 suonerà quindi nella capitale tedesca di fronte a ventisei case di cura e ricoveri per senza tetto su un camion, facendo ricorso a un organo elettronico Viscount e un sistema di amplificazione normalmente usato durante i festival. Il programma di mezz’ora è replicato da nove a dieci diverse sedi ogni giorno ed offre una selezione dalle Variazioni Goldberg di Bach e altri brani che i residenti potranno ascoltare dalle loro finestre senza muoversi da casa.

Rispettando le norme del distanziamento sociale attualmente in vigore a Berlino ha deciso di non preannunciare l’itinerario o le sedi dove avverranno le esibizioni, una parte delle quali saranno visibili nelle stories del suo profilo instagram e sulla pagina Facebook (sotto “Somewhere Over The Rainbow”).

“What can I do now for others?” is simply as that.

This is what Cameron Carpenter must have thought when corona virus stopped the music life all over the world. The internationally renowned organist has the advantage of being an “itinerant musician”. His stunning International Touring Organ was debuted in New York and Vienna in 2014. Slightly after the Easter Concert (streaming on Arte is available until May 12th) the 39-year-old American organist has decided to embark on a very special tour.

Until Saturday, May 2nd 2020, he will play in front of 26 nursing and homeless facilities in Berlin, using a Viscount electronic organ and a sound system truck normally used at festivals. He will present one recital at 9 to 10 different locations each day, offering thirty-minute performances from J.S. Bach’s Goldberg Variations and other pieces at each location that residents can enjoy from their windows without leaving home. He decided to give them at least a little pleasure, to let them feel that they have not been forgotten.

In order to comply with all social distancing best practices in force in Berlin at this time, he did not announce the itinerary or the locations, but he will stream some of the performances to Instagram stories live and his Facebook page.

Il Messico nella metro di Torino

Venerdì 18 novembre 2016

h.16:30-17:00 / 17:30-18:00
Stazione Porta Nuova, Metropolitana di Torino
GRATUITO

La metropolitana di Torino diverrà venerdì 18 novembre tra le 16:30 e le 18:00 un “auditorium temporaneo” per gli artisti dello Xenia Ensemble.

Musica classica in un “non luogo”, spazio di transito, punto di incrocio, inusuale per l’esibizione di un quartetto d’archi. Chi e per quanto tempo presterà attenzione a micro-concerti sotterranei?

Due brani saranno al centro della curiosa provocazione di EstOvest 2016. Da una parte il ritmato e sferzante Metro Chabacano del compositore messicano vivente Javier Alvarez. Dall’altra, Salut d’amour, un canto d’amore per violino, che Edward Elgar, uno tra i maggiori compositori inglesi di fine Ottocento, scrisse come regalo di fidanzamento per la sua futura moglie Caroline Alice Robert. Un vero e proprio trionfo del sentimento romantico, eseguito per la prima volta in una versione orchestrale nel 1889 e presentato per il pubblico del festival in un arrangiamento per quartetto d’archi. Due composizioni molto brevi, una universalmente nota, l’altra mai eseguita a Torino, per attirare l’attenzione del viaggiatore. Forse qualcuno dimenticherà perché era nei tornelli e dove doveva andare!

IL PROGRAMMA

Xenia Ensemble
Adrian Pinzaru violino
Eilis Cranitch violino
Mizuho Ueyama viola
Claudio Pasceri violoncello

Javier Álvarez Fuentes (1956)

Metro Chabacano per quartetto d’archi (1991)

Edward Elgar (1857-1934)

Salut d’amour op. 12 (1889), versione per quartetto d’archi

Studiare a Berlino: piscine di palline e Omero in biblioteca

Trascorrere molto tempo in una biblioteca, a causa di una ricerca che dura per anni: la libertà di organizzare il proprio tempo e, insieme, la metafora di una metropoli e di chi la abita.

Quando mi chiedono com’è Berlino, allora racconto della piscina di palline.

Ho avuto la fortuna di studiare al Grimm Zentrum di Berlino, la biblioteca centrale della Humboldt-Universität.

Piano terra: emeroteca, una oasi di pace a disposizione di tutti (studenti e non), anche per chi passando di lì abbia solo un po’ di tempo a sua disposizione. Ampie poltrone, divanetti con poggiapiedi, dove i lettori possono togliersi le scarpe (sì) e leggere il giornale o un libro, o navigare col wi-fi.

Un’idea semplice, semplice: il Grimm Zentrum consente a chiunque – per esempio, agli studenti lavoratori e alle mamme – di studiare. Come dovrebbe essere in qualsiasi paese civile.

All’ultimo piano: la Kinderstube, a sorpresa.

La piscina con le palline okUn’area insonorizzata con la piscina di palline e il tappeto in gomma, sponsorizzata da un privato – la Berliner Volksbank -, per consentire alle mamme di studiare mentre i loro bambini giocano. Quando lo racconto, in Italia, non ci credono.

Orari di apertura: dalle 8 a 24, da lunedì a venerdì, e dalle 10 alle 22, sabato e domenica. La tessera è gratis e chiunque abbia il domicilio a Berlino può prendere in prestito dei libri. Altrimenti si è ammessi a tutti i servizi, gratuitamente, ma non al prestito esterno. Chi non può portare i libri fuori dalla biblioteca ha a disposizione degli armadietti dove, per una settimana, i libri vengono riservati a tuo nome.

C’è una mensa, interna alla biblioteca, aperta a pranzo, cena, merenda, per evitare di dover interrompere il proprio lavoro e uscire nell’inverno prussiano. Lo slogan della mensa?

“Voi pensate a studiare, a tutto il resto ci pensiamo noi”

Chi lavora in gruppo ha aree appositamente dedicate: per evitare che qualcuno, avendo bisogno di parlare ad alta voce, disturbi gli altri.

Grimm Zentrum Foto: Stefan Mueller.

I piani sono 7. La maggior parte dei libri è a scaffalatura aperta. Oltre ai bibliotecari (che fanno orari ridotti, rispetto a quelli di apertura dell’edificio) c’è un prestito automatizzato, fatto da due macchine chiamate “Jacob” e “Wilhelm”, come i fratelli Grimm. Così puoi prendere in prestito o restituire i libri a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Insomma: la biblioteca dei sogni.

Se non bastasse, è sufficiente salire sulla U-Bahn e andare a studiare alla Staatsbibliothek, in PotsdamerStraße 33.

Dove, altrove nel mondo, si può incontrare Omero?

Il sogno del tipografo

A un certo punto Emanuele Mensa si è posto una domanda.

La tipografia è un’arte da rottamare?

Lui pensava di no. E aveva un desiderio.

Così ha recuperato tutto ciò che le vecchie tipografie stavano dismettendo: piombo, caratteri mobili, macchine, etc. Possiede, ad esempio, più macchine tipografiche del tipo Heidelberg. Chiunque abbia visto in azione questa meraviglia della tecnica sa cosa intendo.

Il suo sogno oggi si chiama: archivio tipografico.

In via Brindisi 13/a, a Torino.

caratteri

 

La musica nelle scuole. Non ce n’è abbastanza.

Un tempo eravamo il paese della musica…

Ma, finché leggeremo, nel nostro paese, articoli che interpretano l’attuale carenza di docenti nella scuola (media) così:

Abbondano i posti in più di musica, educazione artistica e ginnastica, tutte materie altamente formative ma che non ci aiutano a risalire la china delle classifiche internazionali.

Orsola Riva, Il Corriere della sera online, 29 ottobre 2015

Non potremo far in modo che le arti abbiano il posto che gli dovrebbe spettare. I teatri saranno sempre più vuoti.

Non ci sarà speranza di far del nostro paese un luogo di persone colte, occupate, felici di ciò che hanno appreso e di quello che sono, dedite soprattutto a ciò amano (sia questo la musica, l’educazione artistica, l’ingegneria o la matematica). E non al ranking nelle classifiche internazionali.

Ovvero l’efficientismo della didattica…

La scuola delle tre i […] in nome di una pedagogia neoliberale […] riduce la scuola a un’azienda che mira a produrre competenze efficienti adeguate al proprio sistema. Si sacrifica volentieri ogni riferimento alla pratica educativa per enfatizzare un principio di prestazione.

Massimo Recalcati, autore di questa frase illuminante, nel suo recente, bellissimo, drammatico e necessario L’ora di lezione, collega questo genere di problemi alla scuola-Narciso, dove una:

“Nuova alleanza tra genitori e figli disattiva ogni funzione educativa da parte dei genitori che si sentono […] impegnati ad abbattere gli ostacoli che mettono alla prova i loro figli per garantire loro un successo senza traumi […].

La formazione si riduce al solo potenziamento del principio di prestazione che deve poter preparare i nostri figli alla gara implacabile della vita.

Il fallimento non è tollerato, così come non è tollerato il pensiero critico […]. La Scuola-Narciso vive infatti all’ombra del principio di omologazione e di una concezione efficientistica della didattica, assimilata […] all’azienda.

La paranoia della Scuola-Edipo lascia il posto alla Scuola-Narciso. Se la prima si polarizza sulle dinamiche conflittuali […], la seconda ha come suo primo tratto […] l’assenza di conflitto fra le generazioni e la prevalenza di un Ideale di prestazione che le accomuna indifferentemente”.

graffiti Ferrara New York

La Staatsoper invita i rifugiati alla festa d’inaugurazione della stagione 2015/16

Berlino

Cari amici: rifugiati e volontari! Se ne avete abbastanza di fissare il muro dell’alloggio di emergenza che vi accoglie, in attesa di una richiesta di asilo, se vi sentite isolati dalla normale vita berlinese e dai berlinesi, se avete voglia di trovare un amico e di trascorrere in serenità un sabato con la vostra famiglia e i vostri amici facendo qualcosa di bello e di speciale – in breve, se anche le vostre anime hanno bisogno di nutrimento, se siete interessati alle belle arti e allo stesso tempo desiderate mangiare una torta con noi: venite sabato, 12 settembre, dalle 15 allo Schiller Theater (Bismarckstr. 110, U-Bahn Ernst-Reuter-Platz o S-Bahn Savignyplatz).

Cibo per l’anima per grandi e piccoli in forma di musica, conversazione, canto, e specialmente per i bambini, un laboratorio di maschere teatrali, trucco e costumi… così come dolci (halal!) fatti in casa dal personale della Staatskapelle e dello Staatsopernchor: troverete tutto questo alla nostra festa. Musiciste e musicisti, cantanti di eccellenza internazionale condivideranno i loro talenti. Tutto gratis. Alle 20 ci sarà una grande festa finale sul palcoscenico principale. Cercheremo di organizzare dei bus dai vostri ricoveri di emergenza o aiutandovi a raggiungervi coi mezzi pubblici (i biglietti sono gratis). Potete venire in qualsiasi momento tra le 15 e le 21.

Ci piacerebbe condividere con voi questa parte della nostra cultura, per la quale come professionisti della musica e del teatro spendiamo ogni giorno le nostre energie e il nostro amore. Ci sono forse fra di voi artisti o musicisti, professionisti o dilettanti, che potranno condividere qualcosa con noi, in un’altra festa?

Noi vogliamo che la Germania e specialmente Berlino possa ricevervi con un volto umano. Se siete musicisti che non hanno potuto portare con sé  i propri strumenti o che li hanno persi durante il viaggio, non esitate a contattarci. Ci sarà certamente il modo di aiutarvi a suonare di nuovo – si possono trovare a Berlino anche strumenti tradizionali.

Last not least: i migranti sono benvenuti! I rifugiati sono i benvenuti!

L’originale sul blog della Staatsoper in tedesco, inglese, arabo.

Staatsoper Eroeffnung

L’arte di guardare

La mission di un corso di art & humanities:

Trasformare gli studenti affinché non guardino mai più qualcosa allo stesso modo.

Our most fundamental understanding of a “picture” as a flat, framed rectangular surface depicting objects in space – the basis of everything from the fine art of oil painting to the structure of the computer screen – took millennia to emerge and remains a field of broad cultural and cross-cultural contestation.

After exploring these and many other topics in the visual humanities, we hope that our students will have been transformed – that they will never look at anything the same way again.

Jennifer L. Roberts

Originariamente su Internazionale, La pazienza è sovversiva di :

scegliere un’opera d’arte, andare dove è esposta e guardarla per tre ore intere.

the-human-condition-magritte