Il Demofoonte di Jommelli ritrovato

A Salisburgo, torna sulle scene il dramma per musica scritto per il Teatro San Carlo nell’intonazione del 1770
Demoofonte
© Silvia Lelli

Jommelli, compositore superstar che riscuoteva i consensi di Charles Burney e aveva attirato l’attenzione del giovane Mozart, nel 1770 s’apprestava a intonare per la quarta volta il Demofoonte. Ora Riccardo Muti ha riscoperto questo dramma per musica su libretto di Metastasio nella biblioteca del Conservatorio di San Pietro a Majella; per il terzo anno (e per altri due) il Festival di Pentecoste di Salisburgo, in coproduzione col Ravenna Festival, mette in scena opere della scuola napoletana mai state in cartellone: prossime tappe Parigi e Ravenna.

© Silvia Lelli

La trama ha al centro il conflitto generazionale tra padre (Demofoonte) e figlio (Timante), e l’amore contrastato di quest’ultimo con Dircea: Demofoonte vorrebbe che Timante sposasse Creusa, regina di Frigia. L’uso virtuosistico dell’orchestra in competizione con i cantanti, la scrittura contrappuntistica degli archi, la maestria nel recitativo accompagnato, lodata anche dai suoi contemporanei, sono le peculiarità della partitura di Jommelli.

© Silvia Lelli

La scena è bianca e asettica, vivificata da qualche pianta e dall’uso sapiente della luce. Domina uno stile impero minimal: nella vita alta degli abiti femminili, nella pettinatura à la Titus di Timante. Maria Grazia Schiavo è una Dircea dalla voce rotonda, duttile e carezzevole, il cui momento più alto è nell’aria “Se tutti i mali miei”; convince la recitazione di Josè Maria Lo Monaco (Timante) che dà il meglio di sé nei pezzi d’insieme; la bella Creusa (Eleonora Buratto) dal biondo crine si distingue per il suo caratterino (“Tu sai chi son” e “Non curo l’affetto”). L’autorevolezza di Demofoonte (Dmitry Korchak) è affidata soprattutto alla sua voce potente, meno alla presenza scenica. Accoglienza calorosissima del pubblico, ottima prova per l’Orchestra Giovanile Cherubini.

Bentornato Jommelli!

Il Giornale della Musica, recensioni on line

Dmitry Korchak, Demofoonte
Josè Maria Lo Monaco, Timante
Maria Grazia Schiavo, Dircea
Antonio Giovannini, Matusio
Eleonora Buratto, Creusa
Valentina Coladonato, Cherinto
Valer Barna-Sabadus, Adrasto

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini

Così fan tutte per scolari: “Opera domani” al Comunale di Bologna

Giunto alla dodicesima edizione, dopo venti recite a Como, “Opera Domani” sbarca ora a Bologna, come parte integrante dei lavori del convegno internazionale “Cantando s’impara”.

“Opera Domani” è un percorso didattico di avvicinamento all’opera semestrale dedicato alle scuole primarie e secondarie lombarde. Terminato il momento formativo, gli spettatori in erba canteranno in teatro alcune arie, insieme ai giovani cantanti professionisti che interpretano i ruoli principali. Giunto alla dodicesima edizione, dopo venti recite a Como, l’esperimento sbarca ora a Bologna, come parte integrante dei lavori del convegno  “Cantando s’impara”.

Sono protagonisti cinquecento bambini, due compagnie di canto che si alternano (in ogni data sono programmate due rappresentazioni) e un’orchestra. A un cenno del direttore (che volta le spalle all’orchestra fuori dalla buca) si alzano le luci, e i piccoli, sempre concentrati e attentissimi, iniziano a cantare stando in platea e interagendo con l’azione sulla scena. Si scatena allora un incantesimo: le arie coreografate riempiono la sala, di volta in volta, di cappelli militareschi, torte di carta, festoni di fiori. Il maestro concertatore Massimiliano Toni ha raccontato come questo sia stato possibile con tre settimane di assidue prove: l’opera, per una durata complessiva di 73 minuti (circa un terzo dell’originale) tiene inchiodati alle sedie tutti gli ascoltatori.

Archiviata la fortissima emozione della prima, sono adesso pronti a partire per una tournée nel centro-nord Italia. Difficile immaginare un’operazione meglio riuscita, impossibile descrivere il contagioso entusiasmo dei piccoli in delirio per Mozart: una vera festa di suoni e colori.

28 marzo 2008

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