Oggetti e rappresentazioni musicali nei musei pubblici e privati (CFP, Lisbona, Alpiarça), ottobre 2021

Objects and Images of Music in Public and Private Art Museums (CFP, Lisbona 2020)

Objects and Images of Music in Public and Private Art Museums (CFP originale, in inglese)

ICTM Study Group on Iconography of the Performing Arts & 

Centre for the Study of the Sociology and Aesthetics of Music (CESEM) – NOVA Università di Lisbona

In collaborazione con Casa dos Patudos – Museu de Alpiarça

Lisbon – Alpiarça (Portugal) | 15-17 ottobre 2020

Posposto 7-9 ottobre 2021

Esistono musei privati e pubblici. I musei privati, spesso, sono collezioni artistiche di un singolo individuo che sceglie i criteri espositivi e come gestire il suo museo. I musei privati sono oggi in decisa crescita e stanno cambiando radicalmente il paesaggio culturale. Opere in precedenza inaccessibili diventano visibili al pubblico. In assenza di adeguati finanziamenti, la generosità individuale può in effetti colmare una mancanza nella vita culturale di una nazione. Di conseguenza i gusti personali dei collezionisti influenzano sempre più il tipo di arte che viene commissionata, esposta, descritta, studiata. Liberi dalle necessità di rappresentare una comunità ampia, i collezionisti privati sono in grado di perseguire i propri interessi, esponendo lavori che li rappresentino.

Un museo pubblico segue invece standard legali ed etici, oltre a dover onorare la sua missione. Molti musei pubblici sono membri di organizzazioni museali professionali e sono anche tenuti a seguire i loro standard. La storia ha dimostrato che il mondo dell’arte trae beneficio da una variegata serie di voci e prospettive.

Oggi vanno emergendo alcuni modelli di partenariato tra pubblico e privato che promuovono la condivisione della conoscenza, e consentono ai musei, sia quelli di recente fondazione sia già affermati, di imparare gli uni dagli altri e dalle esperienze passate.

Ci si può quindi chiedere: in che modo la musica rientra nel gusto e nelle scelte museali di collezioni pubbliche e private? Quali opere d’arte legate alla musica esistono nei musei pubblici e privati di tutto il mondo? Come vengono studiati e catalogati questi oggetti? Come vengono organizzati per l’esposizione pubblica? Il pubblico dovrebbe essere reso consapevole dei cambiamenti nella gestione del patrimonio musicale di tutti. Solo attraverso lo scambio e la collaborazione tra artisti, istituzioni e il loro pubblico che possiamo tutelare l’ecosistema artistico per il XXI secolo e per il nostro futuro.

Il 2020 è un anno importante per Beethoven. Il suo 250esimo compleanno sarà celebrato tutto il mondo. Questo simposio prende attivamente parte alle celebrazioni rendendo omaggio al compositore organizzando una sessione apposita, su temi beethoveniani, curata da Benedetta Saglietti.

Il Call for paper riguarda i seguenti temi:

  • Iconografia musicale (dipinti, ceramiche, sculture, arazzi, poster, disegni e incisioni, fotografia, media digitali, etc.) in collezioni d’arte
  • Strumenti musicali in collezioni private e pubbliche
  • Fonti sonore / Archivi sonori
  • Immagini musicali in cataloghi d’arte o pubblicità (posters, video, spot televisivi, etc.)
  • Oggetti e immagini relativi alla musica in collezioni private e pubbliche
  • L’orientalismo e la musica nelle collezioni artistiche
  • Museologia e musica
  • Curatele di mostre d’arte inerenti la musica: passate, presenti e prospettive d’innovazione futura (tavola rotonda)
  • Beethoven (iconografia, organologia, museologia, 250esimo anniversario della nascita, e sessioni libere)
  • Temi liberi sull’iconografia musicale

CALL FOR PAPERS – Si accettano proposte a partire dal 3 novembre 2019.

Il CFP si chiude il 28 febbraio 2020. Il comitato notificherà l’accettazione del paper entro l’aprile 2020.

Calendario: Il simposio si terrà dal 15 al 17 ottobre 2020.

7-9 OTTOBRE 2021

Linee guida:

si accettano

  • relazioni di 20 minuti (10 minuti per la discussione)
  • poster
  • presentazioni brevi di 10 minuti

Lingua ufficiale del simposio: Inglese

Inviare le proposte all’indirizzo: 

ictmsymposiumportugal@gmail.com  includendo:

  • titolo
  • scelta della proposta (20′, 10′, poster)
  • nome del proponente e affiliazione
  • email
  • richieste tecniche
  • breve biografia (15 righe)
  • abstract

Comitato:

  • Zdravko BLAŽEKOVIC, City University of New York, The Graduate Center
  • Cristina SANTARELLI, Istituto per i Beni Musicali in Piemonte, Torino
  • Luzia Aurora ROCHA, Universidade NOVA de Lisboa
  • Luísa CYMBRON , Universidade NOVA de Lisboa
  • Antonio BALDASSARRE, Hochschule Luzern: Musik
  • Cristina BORDAS IBAÑEZ, Universidad Complutense, Madrid

Comitato organizzatoreLuís Correia de Sousa (coord.), Nuno Prates, Maria Fernandes, Rui Araújo, Beatriz Carvalho, Edward d’Abreu, Luísa Gomes

Music and Power in the Baroque Era (sulla Grundlage einer Ehren-pforte di Mattheson)

It is a great pleasure to announce the Centro Studi Opera Omnia Luigi Boccherini’s new book: “Music and Power in the Baroque Era” edited by Rudolf Rasch, Brepols Publishers

Le due maschere di Beethoven: iperrealismo, mitopoiesi e arte funebre

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Le due maschere di Beethoven: iperrealismo, mitopoiesi e arte funebre, in:

L’immagine come pensiero.

Forme e metamorfosi dell’ideale umano da Herder a Benjamin

a cura di Chiara Sandrin,

pp. 162,  € 15, Torino, Trauben editore

Questo saggio affronta tre argomenti: dapprima esamino come la realtà, attraverso la maschera da vivo di Beethoven, s’insinuò in un’opera d’arte (il suo busto modellato da Franz Klein). In questa prima sezione metto a fuoco quale responsabilità abbia l’artista nel riprodurre un soggetto, vale a dire quale sia la riproduzione del reale “legittima” .

Discuto poi della mitopoiesi beethoveniana, ovvero la metamorfosi che l’immagine del compositore, in atto già quando era ancora in vita, subì nelle parole di chi lo incontrò personalmente.

Affronto infine la genesi della maschera funebre in parallelo col racconto del decesso del compositore tramandato da un suo contemporaneo. Sarà risolto un grande mistero e data risposta alla domanda: perché sempre più spesso si confonde la maschera di Beethoven “dal vivo” di Franz Klein (1812) con quella funebre realizzata da Josef Danhauser nel 1827?

Riferimenti iconografici:

Franz Klein, maschera dal vivo di Beethoven, 1812, Beethoven-Haus, Bonn

Anton Dietrich, gesso tratto dal busto di Beethoven, 1890 circa, Beethoven-Haus

Arnold Hermann Lossow (da Anton Dietrich), busto di Beethoven (occhi con le pupille), Walhalla

Josef Danhauser, gesso tratto dal busto di Beethoven, 1890 circa, Beethoven-Haus

Franz Kleinbusto di Beethoven, realizzato con l’ausilio della maschera, 1812, Kunsthistorisches Museum, Sammlung alter Musikinstrumente, Neue Burg, Wien

Franz Klein, fine XIX sec.-inizio XX sec., copia in bronzo di H. Leidel del busto di Beethoven del 1812, Beethoven-Haus

Ferdinand SchimonBeethoven, 1819, Beethoven-Haus

Josef Danhauser, calco in gesso della maschera mortuaria di Beethoven, post 1827, Beethoven-Haus

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Il tema era stato oggetto di presentazione nel ciclo di incontri seminariali di letteratura, arte e filosofia, a cura di Chiara Sandrin, nell’ambito della ricerca “La responsabilità dell’arte”:

Bild, Vorbild, Nachbild. Immagine, forma, metamorfosi dell’umanità come ideale.

20 febbraio 2013, h. 18, III piano, Palazzo Nuovo, Torino

Le due maschere di Beethoven

Locandina dell’incontro

Le cinque maschere di Beethoven nella Laurence Hutton collection, Firestone Library, Princeton University

La maschera di Franz Klein posseduta da Theodore Thomas, fondatore della Chicago Symphony Orchestra