La visita a Beethoven di de Vienney

Un giorno un giovane militare francese bussa alla porta di Beethoven

Vienna, 1809.

«Mi aspettavo che, dopo aver letto la lettera, mi congedasse e che la nostra conoscenza finisse lì. Avevo visto l’orso nella sua gabbia, era più di quanto potessi mai sperare», scrive Vienney.

È l’uomo giusto al momento giusto.

Louis Philippe Joseph Girod de Vienney è un uomo di tempra e non si lascia scoraggiare dagli aneddoti che dipingevano il maestro come inavvicinabile.

Beethoven è incuriosito dal giovane francese e ben disposto verso di lui. I due s’incontrarono più volte, progettando anche un viaggio in Francia. Vienney, poi divenuto barone di Trémont, lascia fra le sue carte questo vivido resoconto di quei fatidici giorni.

Louis Philippe Joseph Girod de Vienney, Una visita a Beethoven
a cura di Benedetta Saglietti, traduzione dal francese di Bruno Nacci
ISBN 978-88-6542-342-4 (cartaceo)
978-88-6542-337-0 (ebook)
Formato: 12,5 x 19 cm
Collana: Feuilles détachées, 10

Editore: La scuola di Pitagora, 2014, pp. 48

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Recensioni:

Massimo Rolando ZegnaAmadeus

Una visita a Beethoven appartiene a quella tradizione frammentaria e rigogliosa di aneddoti, testimonianze dirette e leggende biografiche su cui per quasi due secoli, fra storiografia autentica e agiografia romanzata, si è costruito il mito dell’artista romantico tutto genio e sregolatezza.

Valentina Ester CrosettoIl Giornale della musica

Siamo di fronte a un osservatore esaltato dall’incontro, che descrive “l’orso nella sua gabbia”, ma come i suoi contemporanei fatica a comprendere l’inconvenzionale attrito tra l’uomo burbero, umorale […] e il genio della musica.

Fabio BardelliOperaclick

Quello che leggiamo nella versione presentata dalla Scuola di Pitagora è un fresco abbozzo ritrattistico letterario che, anche grazie alle ottime note […], ci precipita per un attimo in prima persona in uno scorcio temporale viennese del primo Ottocento, direttamente nel tinello di casa di uno dei suoi maggior protagonisti.

Un lettore:

Risulta vivido ed emozionante il resoconto della prima visita di Trémont a Beethoven, con la descrizione dell’aspetto personale, privato, del Maestro di Bonn.

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