Un coeur en hiver […] è un film sul rapporto ineludibile fra controllo ed emozione che c’è in ogni esperienza artistica; dunque, sul rapporto fra arte e vita. È necessario che il cuore si congeli, per produrre un’opera perfetta (sia essa un violino, un’esecuzione, una tarte aux pommes)? O all’opposto è possibile suonare sguinzagliando finalmente la passione, come Camille fa quando in sala d’incisione entra l’uomo che ama? E questa passione, dopo aver toccato il picco della bellezza, non innescherà un processo distruttivo? Si può essere contemporaneamente dentro e fuori un’esperienza artistica?, dentro perché vi risuoni la vita, fuori perché la perfezione sia immacolata?

Francesco Maria Colombo, su Un coeur en hiver

In cerca di ispirazione: comporre nella natura

Come può essere rappresentato un compositore?

Due immagini a distanza di 500 anni:

Codex_Manesse_Walther_von_der_Vogelweide

Walther von der Vogelweide dal Codice Manesse (circa 1305-1315) Fonte: http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/cpg848/0243

 

A confronto col Beethoven di Paul Leyendecker

Beethoven beim Komponieren in der Umgebung Bonns, im Hintergrund ein Beerdigungszug

Heliogravüre nach einem Gemälde von Paul Leyendecker, veröffentlicht von Boussod, Valadon in Paris, 1888

Beethoven-Haus Bonn, B 956