Saper perdere

Ho insegnato per cinque anni nelle scuole primarie. Una mattina dopo la consegna di una prova di scienze andata male, uno dei miei allievi mi rimproverò di non apprezzare gli sforzi che faceva e “di avercela con lui”. Forse lo avevo preso di mira e forse aveva ragione. Ma con le sue rimostranze riuscì a farmi vedere dal di fuori e a interrogarmi sul significato del mio insegnamento. Stavo facendo la cosa giusta? O potevo migliorare? Avevo dei pregiudizi?

A volte, presi dalla foga dell’insegnamento, si riflette poco su quello che si sta facendo. Questo bambino con la sua scenata mi fermò per un attimo. Ha sicuramente colto nel segno se dodici anni dopo ci sto ancora pensando.

La morale della favola, però, è diversa. Non stavo insegnando scienze, non stavo consegnando una prova scritta dal mio punto di vista insoddisfacente, non stavo neanche mettendo un freno ai capricci di uno scolaro: avevamo imparato, assieme, che a volte si perde.

E saper perdere è una delle lezioni migliori che si possono imparare dalla vita. Non sempre te la insegnano a scuola.

Beethoven, l’Eroica, Napoleone: Q&A

A chi è dedicata la Terza Sinfonia di Beethoven detta “Eroica”?

Joseph Franz Maximilian von Lobkowitz

Dove si trova il famoso frontespizio della Terza Sinfonia la dedica cancellata?

A Vienna, nell’archivio della Gesellschaft der Musikfreunde  (GdM, Società degli amici della musica), la cui sede è il Musikverein, dove si tiene annualmente il concerto di Capodanno dei Wiener Philarmoniker.

È l’autografo?

No, l’autografo è perduto. La copia corretta, proprietà della GdM, risale all’agosto del 1804.

frontespizio completo

Quando è stata pubblicata a stampa la “Sinfonia Eroica” per la prima volta?

Ottobre 1806.

Quando si tenne la prima esecuzione?

7 aprile 1805, Vienna, Theater an der Wien.

Chi raccontò per la prima volta la vicenda del manoscritto furiosamente cancellato? E perché?

La storia è riportata in Franz Gerhard Wegeler, Ferdinand Ries, Beethoven. Appunti biografici dal vivo (edizione italiana a cura di Artemio Focher); l’aneddoto è raccontato da Ries. Trattandosi di una copia corretta per l’editore il manoscritto si è conservato solo per caso. La storia è stata pertanto raccontata (in modo verosimile) da Ries, amico di Beethoven e fonte attendibile.

E quindi?

Secondo Carl Dahlhaus, «l’immagine di Beethoven che sopravvive nella memoria dei posteri è costituita da un miscuglio di impressioni prodotte dalle opere e di frammenti biografi ci i quali constano in gran parte di leggende e aneddoti. E il rapporto tra opera e biografia sembra tanto più stretto quanto più si confida nel potere chiarificatore degli aneddoti – il cui contenuto di verità non è empirico, bensì simbolico – invece di basarsi su documenti che reggono alla critica storica. L’episodio a Teplitz (il dissidio con Goethe, nota mia) in cui Beethoven si presenta come un rude repubblicano è mal documentato; il tentativo di cancellarlo dalla memoria del pubblico dei concerti sarebbe però vano, perché esso non è altro che l’immagine che integra l’atteggiamento musicale della Quinta Sinfonia», Beethoven e il suo tempo, trad. it. L. Dallapiccola, Torino, EDT 1990, p. 17. L’aneddoto della dedica erasa è in tutto e per tutto simile a quelli menzionati da Dahlhaus: una tessera funzionale alla semplificazione e alla costruzione del mito di Beethoven che lo vuole allergico a ogni forma di potere.

Ingrandimento

Allora perché Beethoven rimosse Napoleone dal frontespizio della Terza Sinfonia?

Una risposta dettagliata si trova in Lewis Lockwood, Le Sinfonie di Beethoven.

Un’altra lettura sul tema: Eroica, di Luigi Mascilli Migliorini, Quirino Principe, Armando Torno, Fornasetti 2020.

Mi consigli un’interpretazione di riferimento dell’Eroica?