A life lesson from Joyce DiDonato

Che cosa avrei voluto sapere (in anticipo, prima di cominciare la mia carriera)?

[…]

Mi sarei detta: “andrà tutto bene”. […] Non sono stata una ventiquattrenne bambina prodigio; è stato un viaggio lento. C’era chi mi sfrecciava affianco… quindi, mi rincuorerei, dicendomi: “andrà tutto bene”.

Non scambierei il mio percorso con un altro per niente al mondo perché ho dovuto trovare la forza dentro di me. Questo non potrà mai, mai arrivare dal tuo insegnante. Il supporto verrà dal tuo/a maestro/a. Ma la tenacia, la tenacia e la forza interiore, e la conoscenza non potranno arrivare da chi ti insegna: non cercarla lì. Non arriverà dal tuo coach. Non arriverà dal regista. Non arriverà mai da chi ti sta dirigendo. Non arriverà da un/una collega. Non è possibile.

Quindi: come continuare a mantenere (viva) la gioia della musica? Come posso continuare a credere in me stessa quando tutto sta crollando? è compito tuo capire come fare. E ce la farai.

Non posso dirti, se sarà in due mesi o cinque anni, ma voi porterete a termine il vostro viaggio.

Smettetela di sprecare energia, guardando a fonti esterne: l’energia incomincia quando vi saprete collocare nel vostro spazio.

Joyce DiDonato

Carmen Campori Bulgarelli: la prima donna direttrice d’orchestra d’Italia

Carmen Campori Bulgarelli: chi era costei?

Primo ritrovamento: 18 marzo 1954. Un servizio di un minuto e quindici secondi: è un telegiornale dell’Istituto Luce dal titolo pittoresco (Direttrice in gonnella) e con un’apertura musicale da film rosa che non ti aspetteresti. Subito una frase a effetto che vorrebbe fare l’occhiolino agli spettatori:

Sa anche fare il bucato!


Durata: 00:01:15 colore: b/n, sonoro codice filmato: I107004 originale su: patrimonio.archivioluce.com

Verrebbe da rispondergli:

Ascolta come dirige Mendelssohn. Questa sì che è la notizia.

Scoccata la scintilla, ho fatto una breve ricerca, cominciando dalle informazioni più facilmente reperibili, ovvero dalla voce Wikipedia.

Carmen Bulgarelli Campori (Modena, 3 maggio 1910 – Incisa in Val d’Arno, 1965) è stata un soprano, compositrice, concertatrice e direttrice d’orchestra italiana.

Considerata una delle donne pioniere della direzione d’orchestra, abbandonò ben presto una promettente carriera di cantante lirica per problemi alle corde vocali, ma ne iniziò una molto fortunata come direttrice d’orchestra, salendo sul podio per 500 volte nei massimi teatri di tutto il mondo. Solo in Italia le sue direzioni furono di numero limitato.

Definita da Bruno Bettinelli (fonte sconosciuta) “la quintessenza della musicalità”.

Lucia Navarrini Dell’Atti ne tratteggia il profilo su Noidonne (nel 2002 le aveva dedicato un saggio).

Infine, rullo di tamburi: scopriamo che la nostra Carmen Campori Bulgarelli era non solo direttrice di razza, ma un’autentica domatrice di leoni…

Berlino, 1960. Mario Del Monaco prova “Ah, la paterna mano” e “Addio fiorito asil”. Sul podio: Carmen Campori Bulgarelli / grazie per la segnalazione a Maurizio Azzan

Ecco una direttrice di indubbio talento e di grande musicalità, completamente dimenticata dalle cronache.

Come dar torto allo slogan ben riuscito del giornalista dell’Istituto Luce?

Si chiama Carmen Bulgarelli Campori: è nata per la musica.

Riferimenti bibliografici: Mariateresa Dellaborra (in: Rivista Italiana di Musicologia, Vol. 38, No. 2 (2003), pp. 419-421 LIM Editrice) ha esaminato un volume a lei dedicato, Carmen Càmpori: una donna direttore d’orchestra (Firenze, 7 marzo 2003), e gli Atti di convegno Storia di una “novità”: la direzione d’orchestra al femminile (Società italiana di musicologia, Firenze, 19 giugno 2003).

Dove la direttrice morì, a Incisa in Val d’Arno, è stata posta una targa commemorativa.

Come suona Kandinsky?

Suona come Kandinsky è un progetto composito, una innovativa collaborazione tra Centre Pompidou e Google Arts & Culture, che comprende tra le molte possibilità di conoscere meglio Kandinsky: una selezione di documenti digitalizzati (tra cui le foto dello studio), 4 tour in-painting che regalano una visione ingrandita e guidata dei dettagli di alcune sue opere:

e ancora: una storia materiale dei suoi oggetti, oltre a una mostra virtuale che ricorre alla realtà aumentata (la pocket gallery).

Huile sur toile (1925) de Vassily Kandinsky. Musée National d’Art Moderne, Paris, France. Donation Nina Kandinsky 1976. AM 1976-856

Due sono gli aspetti musicali:

Come noto, Kandinsky era sinestesico: Antoine Bertin e NSDOS hanno analizzato quindi gli scritti del pittore che delineavano la sua esperienza sinestetica e per mezzo del machine learning hanno creato uno strumento che simula ciò che l’artista potrebbe aver sentito quando dipinse il suo capolavoro “Giallo Rosso Blu” nel 1925: questo è Play a Kandinsky (nel video qui sotto il dietro le quinte).

Infine, Mikhail Rudy presenta la sua ricostruzione (2010) dei Quadri di un’esposizione di Musorgskij sui bozzetti di Kandinsky per il Friedrich-Theater di Dessau (1928) nella sezione Portare Kandinsky sul palcoscenico.