Alfredo Casella renaissance

Per fare il punto dell’opera e dell’eredità di Alfredo Casella dopo il compimento di una renaissance che lo ha visto tornare protagonista nei teatri, nelle sale da concerto e nella produzione discografica, un volume a più mani.

CuratelaCarla Di Lena – Luisa Prayer
CollanaLIM, Studi e Saggi
N.39
Dimensioni17×24, pp. XV+372
Anno2021

Giovanni Sollima, Enrico Dindo e Mario Brunello a Torino per MITO Settembre Musica 2020

07 Settembre 2020 – 15 Settembre 2020

Giovanni Sollima ha offerto, il 7 settembre, un concerto solista. Nonostante il palcoscenico del Conservatorio e la sala riempita dal pubblico distanziato appaiano immensi nel mondo stravolto post-covid, colpisce e resterà impressa anzitutto la dimensione intima e raccolta. Questa sera, per noi, si riannodano i anche fili del concerto dal vivo “al chiuso” (all’aperto tutto va bene, ci si sente meno vulnerabili e impauriti), i fili di un discorso interrotto con la musica, con gli interpreti e con se stessi.

Sollima ci porta in un viaggio, in quel suo modo peculiarissimo che lo contraddistingue e che ti fa pensare a ciò che credevi di conoscere in un modo diverso perché è declinato in una lingua assai personale. Un viaggio tra lande remote (il Trattenimento musicale sopra il violoncello di Domenico Galli, parmense attivo alla corte di Francesco II di Este, i Capricci di Dall’Abaco), note (Bach, Terza Suite in la minore), aspre e selvagge (Bloch e Stravinskij) e sconosciute (in prima esecuzione assoluta la Song dello stesso Sollima).

[…]

Con “Song” dalla neonata opera Acquaprofonda dedicata all’inquinamento dei mari (che andrà in scena al Teatro sociale di Como, libretto di Giancarlo De Cataldo), ci immergiamo nel liquido amniotico dei live electronics attivati da Sollima stesso sullo smartphone, che il musicista/compositore regge insieme all’arco. Una mutazione genetica, un sogno marino degno del film La forma dell’acqua. 

Impaginato in modo completamente diverso è il recital di Enrico Dindo che si è tenuto, sempre nella sala del Conservatorio di Torino, l’11 settembre. L’unico punto di contatto tra i due concerti è Bach (Suite n. 1 in sol maggiore), a cui sempre si torna e ritorna, come scaturigine primigenia di tutto quanto segue.

[…]

Si “torna” a Bach, scrivevo qualche riga più sopra, non solo rispetto al concerto di Sollima che quattro giorni fa lo ha ancora riportato sulle tavole del palcoscenico. Dindo interpreta stasera la Prima Suite, e noi torniamo con lui a Bach anche per un altro motivo, personale, questa volta. La domenica di Pasqua – giorno che molti non hanno potuto trascorrere con la loro famiglia per colpa della pandemia – Enrico Dindo ha scelto di offrire su Facebook un’esecuzione live della Terza Suite. Riascoltare lo stesso interprete alle prese con Bach, questa volta dal vivo, a così poca distanza di tempo, è stato come rivedere in prospettiva momenti che percepiamo lontanissimi e come avvolti da una spessa bruma. Quella domenica “piovuta dal cielo” sembra ora il dono di una sorta di famiglia allargata: la preziosa comunità (un’ecclesia che, come nell’antica Grecia, si riunisce a periodicità regolare) fatta da interprete e pubblico che si è dimostrata così fragile di fronte alle insidie della vita e della malattia. Il tempo staccato da Dindo, questa sera, è stato agilissimo e leggero, come se ci fossimo lasciati alle spalle delle pesantezze. 

È un lusso poter ascoltare a qualche giorno di distanza tre fuoriclasse dello stesso strumento che non potrebbero essere più diversi. Se si dovesse definirli con una parola Sollima sarebbe il selvaggio, Dindo il tradizionale e Brunello il mistico. Tutto il concerto di Mario Brunello del 15 settembre è improntato su un’idea di tempo circolare e su colori che virano allo scuro scurissimo che par di addentrarsi nelle Prigioni di Piranesi. Si entra attraverso Biber e la sua Passacaglia “L’angelo custode” tratta dalle Sonate del Rosario. Il ciclo, la cui origine è avvolta dal mistero, nacque probabilmente nell’ultimo quarto del Seicento per affiancare alla meditazione musicale a quella religiosa, dettato dell’esigenza di introspezione perseguita per mezzo di una serie di contemplazioni sul mistero del rosario.

(Qui suonata da Rachel Podger, al violino)

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Leggere in tedesco di Artemio Focher

Leggere in tedesco. Teoria ed esercizi per comprendere testi originali moderni e antichi, pp. 244.

Hoepli 2017

Leggere in tedesco mantiene la promessa del titolo: è un metodo per imparare a leggere il tedesco entrando subito, fin dalla prima pagina, nella materia. È utile sia a chi non ha ancora conoscenze, sia a chi ne ha già le basi: il fine è poter affrontare qualsiasi testo in lingua tedesca, moderno o antico, in prosa o in poesia. Per contenuti e lessico il libro di Focher sarà di particolare aiuto a chi si occupa o semplicemente ama la musica. L’autore fa ricorso a una miriade di testi autentici, di varie epoche, scritti prima della Rechtschreibreform, e dopo la riforma grammaticale, ma anche in gotico (negli ultimi capitoli si troverà un approfondimento al riguardo). La scelta è stata operata fra aforismi, modi di dire, testi letterari, memorialistica, scritti originali di musicisti, o Lieder.

Il libro aiuta a sviluppare due competenze basilari: la conoscenza della grammatica e la padronanza del lessico, sempre facendo con utilità riferimento alla parentela linguistica tra tedesco e inglese. La metodologia cui fa ricorso Artemio Focher è sostanzialmente diversa da quella usata nelle maggiori scuole di lingue: se lo scopo è imparare a leggere, infatti, si maturerà una conoscenza passiva che punta soprattutto a riconoscere struttura e lessico. È proprio questo ciò di cui necessita maggiormente chi ha interessi storico-musicali. Le buone notizie sono due: acquisire una conoscenza passiva è più rapido rispetto all’uso attivo della lingua, ma è anche il primo passo che può condurre allo studio della lingua parlata.

Il testo si articola in 90 brevi lezioni e 358 esercizi (le cui soluzioni sono disponibili on-line). L’autore offre e contribuisce a sviluppare tre diversi metodi di lettura: totale, sommaria e selettiva. Le lezioni sono di quattro tipi diversi: si concentrano sullo studio della grammatica, sull’ampliamento lessicale, all’approfondimento, ad attività su testi originali che permettono di sviluppare il colpo d’occhio, sapendosi destreggiare con rapidità nelle costruzioni delle frasi tedesche. Un metodo intuitivo e brillante per entrare con più rapidità nel tedesco.

The Lives of George Frideric Handel by David Hunter (review)

The Lives of George Frideric Handel. By David Hunter. (Music in Britain, 1600–2000). Woodbridge, Suffolk: The Boydell Press, 2015. [xvii, 515 p. ISBN 9781783270613 (hardcover), £30.00; ISBN 9781782047308 (e-book), varies.] Illustrations, bibliography, index.

From: Notes
Volume 73, Number 4, June 2017
pp. 725-726 | 10.1353/not.2017.0049

George Frideric Handel: Collected Documents ed. by Donald Burrows et. al. (review)

 

George Frideric Handel: Collected Documents. Compiled and edited by Donald Burrows, Helen Coffey, John Greenacombe, Anthony Hicks. Volume 2, 1725–1734. Cambridge: Cambridge University Press, 2015. [xv, 857 p. ISBN 9781107019546. $180.] Illustrations, bibliography, indexes.

From: Notes
Volume 73, Number 3, March 2017
pp. 564-565 | 10.1353/not.2017.0024