Il Pierrot lunaire di Massin/Schönberg

Il Pierrot lunaire op. 21 (1912), per voce recitante e cinque strumentisti sulle liriche del francese Albert Giraud (tradotte in tedesco da Otto Erich Hartleben), è il laboratorio di sperimentazione artistica di Arnold Schönberg. Sul piano visivo Massin, tra i più importanti grafici francesi, instancabile sperimentatore e appassionato di musica, ha composto il suo Pierrot lunaire.


Nel 1967, a qualche anno dalla celebre “interpretazione tipografica” della Cantatrice Chauve di Ionesco, Massin inizia a pensare a una trasposizione visiva della partitura del Pierrot lunaire. L’idea del grafico è di tradurre su carta le modulazioni dello “Sprechgesang” (il canto parlato) inventato da Schönberg per il Pierrot.
Nel 2007 Massin arriva al risultato che considera definitivo: una vera e propria partitura “aumentata”, in cui le sillabe straziate del canto di Pierrot diventano le note stesse.

Nel 2018 Valentina Manchia, semiologa e studiosa di Massin, e Benedetta Saglietti, storica della musica, hanno presentato allo Stresa Festival, nel Teatro Maggiore di Verbania, la loro realizzazione multimediale dell’opera di Massin/Schönberg.

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