Una storia della musica in due copertine

Tra la prima copertina della Breve storia della musica di Massimo Mila, apparso per i tipi dell’editore Bianchi Giovini, Milano, 1946. bross. edit. pp. 356, 8°. Prima Edizione nella collana “Cultura” n. 3

e la sua ultima edizione, Einaudi 2014, collana ET Saggi pp. 488, sono trascorsi cronologicamente 68 anni, ma parecchie ere geologiche sia a livello grafico sia a livello della consapevolezza della disciplina (la storia della musica sembra ahimè inghiottita dalla musicologia). Il testo, al suo interno, non credo sia cambiato altrettanto.

Il fatto che questa Storia sia ancora in circolazione fa riflettere, almeno in due modi. La vitalità di un’opera è benvenuta, ma ci si chiede anche quali e quante posizioni critiche siano oggi superate e quanto e se, in effetti, di questo testo venga consigliata una lettura critica (nessuno crede che un’opera del 1946 possa essere letta senza molte precisazioni nel 2019).

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Attenti a quei due: l’epistolario Nono-Mila

Massimo Mila e Luigi Nono,

Nulla di oscuro tra di noi. Lettere 1952-1988

A cura di Angela Ida De Benedictis e Veniero Rizzardi
Il Saggiatore, Milano 2010, pp. 365, € 22

Il carteggio ben testimonia la «reciproca, lunga, per nulla ovvia» amicizia intellettuale che legò Mila a Nono, svelando due personalità di fatto appartenenti a generazioni diverse, che si pongono nei confronti dell’avanguardia musicale europea in modi molto differenti. La corrispondenza prende avvio negli anni ’50 e si trasforma in amicizia un decennio più tardi; sia nelle lettere sia nella visione del mondo, sembra esserci una complementarietà tra i due, anche a livello stilistico: misurato quello di Mila, fuori dalle righe quello di Nono (e a volte sono tirate al vetriolo). Più dei risvolti privati, si legge la storia di un’epoca politica e culturale e in ciò risiede il suo interesse, non solo per chi s’interessa di musica.
Il volume è tripartito: la seconda parte è poi occupata da una selezione di lettere tra Nono, Einaudi e Mila, il quale nella casa editrice svolgeva un ruolo «tanto informale, quanto influente» (integrano le Lettere editoriali del critico musicale uscite come strenna nel 2010); la terza è costituita dagli scritti di Mila sul compositore. L’accuratezza della concezione generale e l’eccellente apparato critico rendono fluida e piacevole la lettura dei documenti che provengono dall’Archivio Luigi Nono di Venezia, dalla Paul Sacher Stiftung di Basilea e dagli archivi Einaudi.

Il Giornale della Musica, 291, aprile 2011, p. 29

La prima lezione di Massimo Mila

Massimo Mila, I quartetti di Mozart

Introduzione di Giovanni Morelli
Torino, Piccola Biblioteca Einaudi 2009, pp.  XXXVIII – 90, € 15,00

Mila insegnò all’Università dal 1962 al 1975: le letture di Don Giovanni, Nozze di Figaro, Flauto Magico e Nona Sinfonia, insieme alle monografie su Dufay, Maderna e Bartók finora uscite da Einaudi erano in origine dispense dei corsi universitari. Chi ha avuto modo di apprezzare quei lavori sa che nitida semplicità e specchiata chiarezza sono le cifre della sua invidiabile prosa, e il talento nel divulgare concetti complessi − senza mai scadere nella banalità o, peggio, nell’aneddotica di bassa lega − la peculiarità di tutti i suoi scritti. Una volta incontrata l’opera di Mila, al di là dell’argomento trattato, è per lo stile che non si vorrebbe mai smettere di leggere. Dopo i saggi su Mozart, a cura di Anna Mila Giubertoni, questo libro sui quartetti di Mozart, argomento del primo insegnamento universitario, sottratto all’oblio e new entry della PBE, è davvero benvenuto. Si affronti il testo armati di partiture e avendo già ascoltato i quartetti, perché non è rivolto ai principianti: fungerà da stimolo alla riconsiderazione di ciò che pensavamo di sapere, e da viatico per un riascolto più accorto. Auspichiamo a breve una riedizione anche de I quartetti di Beethoven.

Il Giornale della Musica, n. 265, dicembre 2009, p. 18 (pdf)