Tuffati nella piscina di palline e… studia!

La miglior metafora di una biblioteca e del duro lavoro che è una ricerca che dura per anni, della libertà e, insieme, di una metropoli. Quando mi chiedono com’è Berlino gli racconto della piscina di palline.

Ho avuto la fortuna di studiare al Grimm Zentrum di Berlino, la biblioteca centrale della Humboldt-Universität.

Piano terra: emeroteca, una oasi di pace a disposizione di tutti (studenti e non), anche per chi passando di lì abbia solo un po’ di tempo a sua disposizione. Ampie poltrone e divanetti con poggiapiedi, dove i lettori possono togliersi le scarpe (sì) e leggere il giornale o un libro, o navigare col wi-fi.

Un’idea semplice, semplice: il Grimm Zentrum consente a chiunque – per es. agli studenti lavoratori e alle mamme – di studiare. Come dovrebbe essere in qualsiasi paese mediamente civile.

All’ultimo piano: la sorpresa che si chiama Kinderstube. Un’area insonorizzata dotata di piscina di palline e tappeto in gomma, sponsorizzata da un privato – la Berliner Volksbank -, per consentire alle mamme di studiare mentre i loro bambini giocano. Quando lo racconto, in Italia, non ci credono. Qui sotto, la prova.

La piscina con le palline ok

Orari di apertura: dalle 8 a 24, da lunedì a venerdì, e dalle 10 alle 22, sabato e domenica. La tessera è gratis e chiunque abbia il domicilio a Berlino può prendere in prestito dei libri. Altrimenti si è ammessi a tutti i servizi, gratuitamente, ma non al prestito esterno. Chi non può portare i libri fuori dalla biblioteca ha a disposizione degli speciali armadietti dove, per una settimana, i libri vengono riservati a tuo nome.

C’è una mensa, interna alla biblioteca, aperta a pranzo, cena, merenda, per evitare di dover interrompere il proprio lavoro e uscire nell’inverno prussiano. Lo slogan della mensa?

“Voi pensate a studiare, a tutto il resto ci pensiamo noi”

Chi lavora in gruppo ha aree appositamente dedicate: per evitare che qualcuno, avendo bisogno di parlare ad alta voce, disturbi gli altri.

Grimm Zentrum Foto: Stefan Mueller

 

I piani sono 7. La maggior parte dei libri è a scaffalatura aperta. Oltre ai bibliotecari (che fanno orari ridotti, rispetto a quelli di apertura dell’edificio) c’è un prestito automatizzato, fatto da due macchine chiamate “Jacob” e “Wilhelm”, come i fratelli Grimm. Ciò consente di prendere in prestito o restituire i libri a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Insomma: la biblioteca dei sogni.

Se tutto questo non bastasse, è sufficiente salire sulla U-Bahn e andare a studiare qui. Alla Staatsbibliothek in PotsdamerStraße 33.

Dove, altrove, sedendosi a studiare ci si può sentire come Omero?

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