Leggere le Diabelli dal manoscritto

Nel 2009 il Beethoven-Haus, grazie al supporto di 3000 donatori e di vari sponsor, è riuscito ad acquistare la copia manoscritta delle 33 Variazioni su un valzer di Diabelli op. 120 di Beethoven.
 
Il manoscritto consta di 42 fogli ovvero 81 pagine che mostrano alcuni ripensamenti. 
Sul sito autografi, schizzi e prime edizioni: 
 
© immagine Beethoven-Haus, Bonn
 
 
 

La neonata “Romantic Offering” al Lingotto

Successo al Lingotto per Argerich e Maisky con l’ultima composizione di Shchedrin

Al Lingotto Martha Argerich e Mischa Maisky, come prevedibile, fanno il pienone. Inconsueta è invece l’alternanza di composizioni orchestrali (Scherzo capriccioso di Dvorák, Nona Sinfonia di Shostakovich), del nuovissimo doppio concerto di Shchedrin “Romantic Offering” eseguito dai due solisti e dell’intermezzo cameristico (la Sonata per pianoforte e violoncello di Franck, apice della coesione musicale e del virtuosismo dei due). Nel pezzo brillante di Dvorák la Luzerner Sinfonieorchester, diretta da Neeme Järvi, sfodera le sue qualità, il bel suono rotondo degli archi e un buon assieme.

Il vero protagonista è però il doppio concerto di Rodion Shchedrin, “Romantic Offering”, eseguito per la prima volta il 9 febbraio 2011. Questo brano, composto per Maisky e Argerich, alterna slanci romantici, specie nel violoncello, a un’estrema essenzialità; non mancano tratti jazzistici nel primo movimento, e poi echi della Settima Sonata di Prokofiev e qualche movenza strawinskiana. Il concerto è tagliato sulle qualità dei due solisti come un vestito sartoriale di gran classe: il compositore presente in sala, soddisfattissimo, non la smetteva più di festeggiare gli interpreti. Un pezzo interessante che ci si augura di riascoltare in tempi brevi, perfetto contraltare alla Sinfonia di Sostakovic, dove si è distinta con grinta la primo violino capace di guidare con mano sicura la sua sezione (e nell’assolo): un concerto che ha posto dunque a confronto il recente passato musicale russo (la Sinfonia è del 1945) e il presente. Ma, nonostante tutto, c’è ancora un gruppo sparuto di ascoltatori che di fronte a Shostakovich scappa. Sempre in Russia si resta anche col bis (e qui Järvi sfodera tutta la sua ironia) la delizioso Valse-Fantasie di Glinka.

Il Giornale della Musica, recensioni online

Neeme Järvi reviews