Beethoven, l’Eroica, Napoleone: Q&A

A chi è dedicata la Terza Sinfonia di Beethoven detta “Eroica”?

Joseph Franz Maximilian von Lobkowitz

Dove si trova il famoso frontespizio della Terza Sinfonia la dedica cancellata?

A Vienna, nell’archivio della Gesellschaft der Musikfreunde  (GdM, Società degli amici della musica), la cui sede è il Musikverein, dove si tiene annualmente il concerto di Capodanno dei Wiener Philarmoniker.

È l’autografo?

No, l’autografo è perduto. La copia corretta, proprietà della GdM, risale all’agosto del 1804.

frontespizio completo

Quando è stata pubblicata a stampa la “Sinfonia Eroica” per la prima volta?

Ottobre 1806.

Quando si tenne la prima esecuzione?

7 aprile 1805, Vienna, Theater an der Wien.

Chi raccontò per la prima volta la vicenda del manoscritto furiosamente cancellato? E perché?

La storia è riportata in Franz Gerhard Wegeler, Ferdinand Ries, Beethoven. Appunti biografici dal vivo (edizione italiana a cura di Artemio Focher); l’aneddoto è raccontato da Ries. Trattandosi di una copia corretta per l’editore il manoscritto si è conservato solo per caso. La storia è stata pertanto raccontata (in modo verosimile) da Ries, amico di Beethoven e fonte attendibile.

E quindi?

Secondo Carl Dahlhaus, «l’immagine di Beethoven che sopravvive nella memoria dei posteri è costituita da un miscuglio di impressioni prodotte dalle opere e di frammenti biografi ci i quali constano in gran parte di leggende e aneddoti. E il rapporto tra opera e biografia sembra tanto più stretto quanto più si confida nel potere chiarificatore degli aneddoti – il cui contenuto di verità non è empirico, bensì simbolico – invece di basarsi su documenti che reggono alla critica storica. L’episodio a Teplitz (il dissidio con Goethe, nota mia) in cui Beethoven si presenta come un rude repubblicano è mal documentato; il tentativo di cancellarlo dalla memoria del pubblico dei concerti sarebbe però vano, perché esso non è altro che l’immagine che integra l’atteggiamento musicale della Quinta Sinfonia», Beethoven e il suo tempo, trad. it. L. Dallapiccola, Torino, EDT 1990, p. 17. L’aneddoto della dedica erasa è in tutto e per tutto simile a quelli menzionati da Dahlhaus: una tessera funzionale alla semplificazione e alla costruzione del mito di Beethoven che lo vuole allergico a ogni forma di potere.

Ingrandimento

Allora perché Beethoven rimosse Napoleone dal frontespizio della Terza Sinfonia?

Una risposta dettagliata si trova in Lewis Lockwood, Le Sinfonie di Beethoven.

Un’altra lettura sul tema: Eroica, di Luigi Mascilli Migliorini, Quirino Principe, Armando Torno, Fornasetti 2020.

Mi consigli un’interpretazione di riferimento dell’Eroica?

Dieci direttori per la Quinta di Beethoven

Perentorio, icastico, folgorante, l’attacco della Sinfonia n. 5 di Beethoven è probabilmente il più conosciuto al mondo ma è anche uno dei più ostici, tecnicamente parlando, per i direttori d’orchestra.

Il libro: Donzelli editore

Foto di Luisa Prayer

Toscanini, Karajan, Bernstein, Barenboim, Harding, Ozawa, Pappano, Thielemann, Abbado: i confronti (audio/video) di Enrico Girardi sul Corriere della Sera.

Herbert von Karajan

 

Tuttifrutti, speciale Beethoven: RaiNews24

TuttiFrutti Speciale Beethoven250 RaiNews

Su Rainews24 ho parlato di Beethoven e del mio nuovo libro (Donzelli): Tuttifrutti, a cura di Fabio Cappelli, Speciale Beethoven.

La puntata è andata in onda venerdì 10 gennaio 2020 alle 13:40 su Rai News e domenica 12 gennaio alle 8 su Rai3.

Un grazie speciale all’ineguagliabile troupe messa a mia disposizione: Mauro Pizzoglio e Fabrizio Trabucco!

Oggetti e rappresentazioni musicali nei musei pubblici e privati (CFP, Lisbona, Alpiarça), ottobre 2021

Objects and Images of Music in Public and Private Art Museums (CFP, Lisbona 2020)

Objects and Images of Music in Public and Private Art Museums (CFP originale, in inglese)

ICTM Study Group on Iconography of the Performing Arts & 

Centre for the Study of the Sociology and Aesthetics of Music (CESEM) – NOVA Università di Lisbona

In collaborazione con Casa dos Patudos – Museu de Alpiarça

Lisbon – Alpiarça (Portugal), 7-9 ottobre 2021

Esistono musei privati e pubblici. I musei privati, spesso, sono collezioni artistiche di un singolo individuo che sceglie i criteri espositivi e come gestire il suo museo. I musei privati sono oggi in decisa crescita e stanno cambiando radicalmente il paesaggio culturale. Opere in precedenza inaccessibili diventano visibili al pubblico. In assenza di adeguati finanziamenti, la generosità individuale può in effetti colmare una mancanza nella vita culturale di una nazione. Di conseguenza i gusti personali dei collezionisti influenzano sempre più il tipo di arte che viene commissionata, esposta, descritta, studiata. Liberi dalle necessità di rappresentare una comunità ampia, i collezionisti privati sono in grado di perseguire i propri interessi, esponendo lavori che li rappresentino.

Un museo pubblico segue invece standard legali ed etici, oltre a dover onorare la sua missione. Molti musei pubblici sono membri di organizzazioni museali professionali e sono anche tenuti a seguire i loro standard. La storia ha dimostrato che il mondo dell’arte trae beneficio da una variegata serie di voci e prospettive.

Oggi vanno emergendo alcuni modelli di partenariato tra pubblico e privato che promuovono la condivisione della conoscenza, e consentono ai musei, sia quelli di recente fondazione sia già affermati, di imparare gli uni dagli altri e dalle esperienze passate.

Ci si può quindi chiedere: in che modo la musica rientra nel gusto e nelle scelte museali di collezioni pubbliche e private? Quali opere d’arte legate alla musica esistono nei musei pubblici e privati di tutto il mondo? Come vengono studiati e catalogati questi oggetti? Come vengono organizzati per l’esposizione pubblica? Il pubblico dovrebbe essere reso consapevole dei cambiamenti nella gestione del patrimonio musicale di tutti. Solo attraverso lo scambio e la collaborazione tra artisti, istituzioni e il loro pubblico che possiamo tutelare l’ecosistema artistico per il XXI secolo e per il nostro futuro.

Il 2020 è un anno importante per Beethoven. Il suo 250esimo compleanno sarà celebrato tutto il mondo. Questo simposio prende attivamente parte alle celebrazioni rendendo omaggio al compositore organizzando una sessione apposita, su temi beethoveniani, curata da Benedetta Saglietti.

Comitato:

  • Zdravko BLAŽEKOVIC, City University of New York, The Graduate Center
  • Cristina SANTARELLI, Istituto per i Beni Musicali in Piemonte, Torino
  • Luzia Aurora ROCHA, Universidade NOVA de Lisboa
  • Luísa CYMBRON , Universidade NOVA de Lisboa
  • Antonio BALDASSARRE, Hochschule Luzern: Musik
  • Cristina BORDAS IBAÑEZ, Universidad Complutense, Madrid

Comitato organizzatoreLuís Correia de Sousa (coord.), Nuno Prates, Maria Fernandes, Rui Araújo, Beatriz Carvalho, Edward d’Abreu, Luísa Gomes

Correre con Beethoven

Quando cominciò la mia passione podistica iniziai a collaborare con gli amici di Runlovers scrivendo di musica in modo diverso dal solito e per un pubblico di curiosi. Ascoltando da sempre musica classica, amando scrivere e correre, è stato facile unire le tre passioni.

Beethoven, santo patrono dei runners

Iniziare a correre è stato un po’ come smettere di fumare: non sai mai qual è la volta buona.

Un giorno fatidico, uscita col fedele lettore mp3, con la musica del cuore, in tenuta da bici, mi sono fermata in un posto che amo e ho pensato:

“Oggi provo a correre”

Avevo bisogno del ritmo giusto. Da sempre sono di ferma fede beethoveniana.

Beethoven è il santo patrono dei runner. Perché?

  1. Avete presente la Quinta Sinfonia? Ta-ta-ta-taaaa, Ta-ta-ta-taaa. Da un impulso ritmico Beethoven costruisce un mondo intero.
  2. Una delle metafore con cui più spesso è stato descritto Beethoven è quella del Titano o Promèteo, anche per questo motivo.

Allegro molto

Non appena il quarto movimento, “Allegro molto”, del Quartetto op. 59 n. 3, è partito nelle mie orecchie, mi sono convinta. Beethoven sarebbe stato perfetto non solo nella mia vita quotidiana, ma sempre, anche mentre correvo.

Quando ho avuto un po’ più di fiato ho ascoltato il quartetto per intero. Per la prima volta, correndo. Il mio lettore mp3 mescolava i movimenti, un po’ a caso, così:

III. Menuetto. Grazioso – Trio

Oggi, anche se vado un po’ più lontano di quel primo fatidico giorno, questo quartetto conserva sempre un suo speciale equilibrio, una durata, un “tutto” perfetto. Anche per correre.

Questo è il primo movimento, i primi 11′ d’inebriante bellezza. Di distillata, purissima fatica prima di correre… via, sotto la doccia.

I. Introduzione. Andante con moto – Allegro vivace

Il tema intonato dal primo violino (1’33”) funziona come un mantra. Mi concentro su quella frase. La osservo modificarsi come un fiore che cresce ripreso all’acceleratore.

 

Via la fatica.

Ci siamo solo io e Beethoven che grida:

“Muß es sein?” “Es muß sein!”

 

Scegliere ottimi interpreti:

Il Tokio è tra i miei quartetti preferiti. Amo l’Alban Berg che vedete nei video sopra e, tra gli italiani, tenete sempre d’occhio il Quartetto di Cremona.

c.v.d.

In Colorado esiste una gara intitolata “Beat Beethoven“: si corre sulle note della Quinta Sinfonia e l’obiettivo è arrivare prima che la sinfonia finisca…