Beethoven in Love (exhibition)

A free major exhibit of
The Ira F. Brilliant Center for Beethoven Studies,
San José State University

Open now through September 10

“Beethoven in Love” explores the continuing mystery over the identity of Beethoven’s Immortal Beloved and his some of his most important relationships with other women and male friends and acquaintances who enriched his life and assisted with his creative endeavors. The theme of love is also explored in his songs, the Ninth Symphony, and Fidelio.

Visitors will see enlarged reproductions of each of the 10 pages of Beethoven’s famous letter to his “Immortal Beloved” along with an English translation marked with clues to her identity.

Also on display are beautiful portraits of the three main candidates and many of Beethoven’s other close friends, accompanied by short stories about their connections to the composer. Rare engravings and color maps help visitors trace Beethoven’s journey in a postal carriage to Teplitz, the Bohemian spa where he wrote the Immortal Beloved letter.

Visitors are invited to cast their ballots at the Immortal Beloved Voting Booth and receive a free “Beethoven in Love” souvenir button.

Fifth Floor
Dr. Martin Luther King Jr. Library
150 E. San Fernando
San Jose CA 95112
FREE
Through September 10, 2016

11- 6 Monday-Thursday
11-5 Friday
1-5 Saturday

CFP: Sixth International New Beethoven Research Conference: Revised deadline for submission

Conference dates: November 2–3, 2016
Venue: AMS/SMT Vancouver
Revised submission deadline: 15 July 2016

The Sixth International New Beethoven Research Conference (NBR 6) will take place Wednesday, November 2 and Thursday morning, November 3, in Vancouver, prior to the meeting of the American Musicological Society / Society for Music Theory. We are seeking proposals concerning any new work on Beethoven. We also anticipate a joint session with the Haydn Society of North America and invite proposals for this session linking the two composers. Presenters who did not give papers last year at NBR 5 will be given preference. Talks accepted for the AMS/SMT conference itself may not also be read at this year’s NBR.

Scholars, including musicologists, theorists, and performers, are invited to submit proposals (one per author) for individual papers, lecture/demonstrations, or lecture/performances. Papers and presentations should not exceed 30 minutes. Additionally, ten minutes will be allotted for discussion.

1) Paper proposals: submit abstract (350-400 words) and institutional affiliation or status as independent scholar. Proposals should articulate the most important aspects of the research, discuss the relationship of the new work to previous scholarship, and describe the significance and potential future usefulness of the findings.

2) Lecture/demonstrations: submit abstract (limit 400 words), institutional affiliation / status as independent scholar/performer(s), recording of proposed demonstration, and technical requirements.

3) Lecture/performances: submit abstract (limit 400 words), title, institutional affiliation / status as independent scholar, length, and program notes.

For all proposals, please indicate keyboard and technical requirements.

Submit abstracts as an attachment in Word or PDF to Joanna Biermann: jbiermann – at – ua.edu.

This conference is sponsored by the University of Alabama, the American Beethoven Society, Wake Forest University, the University of Illinois Urbana-Champaign, and the Beethoven-Haus, Bonn, Germany. Organizers: Joanna Biermann (UA), David Levy (WFU), William Kinderman (UI), William Meredith (American Beethoven Society and San José State University), and Julia Ronge (Beethoven-Haus Bonn).

Il “mito Beethoven” alla Philharmonie de Paris

LUDWIG VAN

Le mythe Beethoven

Dal 14 ottobre 2016 al 29 gennaio 2017

Beethoven, tre sillabe che designano molto più che un oggetto di studio storico o musicologico. In esse si sono cristallizzate suggestioni e proiezioni: una musica eroica per eccellenza, una vita tragica, una sordità affascinante, un volto che non si scorda facilmente…

Il compositore, più di ogni altro, da più di due secoli stimola un immaginario letterario, visivo e musicale di prodigiosa ricchezza. Da Gustav Klimt a Joseph Beuys, da Romain Rolland a Milan Kundera, da Franz Liszt a Pierre Henry, da Jean-Michel Basquiat fino a Stanley Kubrick, l’aura beethoveniana ossessiona gli artisti di latitudini, lingue e culture diverse.

Una grande mostra alla Philharmonie de Paris, curata da  Colin Lemoine e Marie-Pauline Martin, indagherà la dimensione mitica di Beethoven e la costruzione del genio.

 

In memoriam Sieghard Brandenburg (1938-2015)

Il 18 dicembre 2015, il giorno dopo il battesimo di Beethoven!, a Galmsbüll vicino a Flensburg, ci ha lasciati uno dei più grandi studiosi beethoveniani dei nostri tempi: Sieghard Brandenburg.

Tra i suoi contributi più notevoli la nuova edizione (dopo quella di Emily Anderson, I.L.T.E. Torino 1968) dell’epistolario beethoveniano, G. Henle Verlag, una pietra miliare della ricerca, tradotta in italiano da Luigi Della Croce e pubblicata da Skira – Accademia di Santa Cecilia. obituary

Sieghard Brandenburg è stato direttore del Beethoven-Haus dal 1984 al 2003. Ha curato la nuova edizione completa delle opere di Beethoven. Senza le sue ricerche, non sarebbero potuti esistere moltissimi libri oggi in circolazione su Beethoven.

Avevo avuto modo di conoscerlo personalmente, grazie a Barry Cooper, alla prima conferenza internazionale beethoveniana che si tenne a Manchester, nel 2012.

Non dimenticherò mai la gentilezza e la profonda umiltà di quel grande studioso.

È una grossa perdita per tutta la comunità scientifica e per gli studiosi beethoveniani in particolare.

A sinistra Sieghard Brandenburg, a destra Barry Cooper. Manchester 2012

Un Beethoven nuovo sul lago Michigan

Dell’International Beethoven Festival, la cui prima edizione si è tenuta a Chicago dal 14-18 settembre 2011, colpisce il desiderio di far convergere in un’unica sede più forme d’arte che ruotino attorno al compositore di Bonn.

E’ soddisfatto il musicofilo esigente e qui basti qualche titolo: il Quartetto con pianoforte WoO 36 n. 3, la “Kreutzer” eseguita prima nella versione tradizionale, poi nella trascrizione per quintetto d’archi, i Preludi per pianoforte in tutte le tonalità, la Grande Fuga per pianoforte a quattro mani.

L’appassionato è incuriosito dall’Eroica e dalla Pastorale arrangiate per rock band (Reed Mathis of Tea Leaf Green & his Band).

A very beethovenian fan

Oltre a una masterclass, ci sono due focus: Beethoven Today, mette in luce l’influsso e l’eredità beethoveniana nella musica contemporanea; il Bagatelle Project, un ciclo di venti nuove bagatelle composte sull’Inno alla gioia, interpretate da tre pianisti.

Non solo uno spaccato dell’opera di Beethoven, ma anche il suo rapporto con altri compositori, e approfondimenti su tanti diversi generi.

Oltre alla musica, c’è di più: da un lato la commissione a dodici artisti contemporanei di nuove interpretazioni figurative dell’immagine di Beethoven (esposte alla Chicago Urban Art Society, uno spazio post-industriale con una buona acustica, sede del festival di quest’anno), dall’altro una tavola rotonda sull’iconografia del compositore, declinata nelle sue più diverse sfaccettature (James Green), dall’art nouveau (Alessandra Comini) all’interazione tra i ritratti tradizionali di Beethoven e quelli realizzati per il festival (Benedetta Saglietti).

Ma, soprattutto, l’atmosfera rilassata di chi fa musica tra amici.

Ecco cosa mi ha raccontato il direttore artistico franco-americano, nonché pianista, George Lepauw.

Com’è cominciato tutto?

Da sempre amo profondamente e ammiro Beethoven e la sua musica. Recentemente la fortuna mi ha messo in contatto con James Green [curatore del nuovo catalogo Hess, tradotto in Italia da Zecchini], attraverso il comune amico Dominique Prévot, presidente dell’Association Beethoven France, che ha portato nel 2008 alla costituzione dell’International Beethoven Project (IBP). Il Beethoven Project Trio (con Sang Mee Lee al violino e Wendy Warner al violoncello) ha organizzato una serie di concerti culminati nell’esecuzione dei Trii Hess 47, Anhang 3 e op. 63 all’Alice Tully Hall del Lincoln Center di NY, incisi per Cedille Records. Lo scopo del progetto era raggiunto, ora bisognava portarlo nel futuro. L’attenzione ottenuta da parte del pubblico e da parte della stampa mi ha indotto a ideare un festival che rispecchiasse la mia visione delle arti nel ventunesimo secolo: l’IBP è stato il veicolo per crearlo, Beethoven l’ispirazione.

Come ti è venuta la pazza idea di mettere insieme musica, arte figurativa, danza, un reading, una tavola rotonda, una grande accademia e un concerto rock, in cinque giorni?

La pazza idea è nata perché volevo creare un tipo di esperienza per il pubblico che io stesso desideravo: un’atmosfera in cui si ascolta e si fa musica, circondati da una meravigliosa creatività e da persone di talento. Volevo una versione contemporanea del salon privato del diciottesimo e diciannovesimo secolo. Bisognava immaginare un modo per trasformare l’idea in grande adattandola a un festival pubblico.

Immortal Beloved, Rachel Monosov per tincaart

Quali sono i goal di quest’edizione?

Il più grande successo è stato trasformare il sogno in realtà: tante persone entusiaste si sono sentite ispirate dalla musica e dal luogo. Vorrei continuare a tenere strettamente saldata l’esperienza umana alla musica e all’arte, perché tutti siano consapevoli del processo creativo. La sfida per il futuro è tenere in equilibrio il successo e la necessità di avere spazi più ampi, restando sempre fedeli al nostro spirito e al bisogno vitale di avere un contatto diretto con chi ci sta di fronte.

Una curiosità: come sei riuscito a mettere insieme tante persone per lavorare all’idea?

Conosco la maggior parte di loro da qualche mese: abbiamo scoperto di condividere una certa visione dell’arte e ci siamo dedicati anima e corpo. Ho incontrato Catinca Tabacaru, responsabile della sezione arte e film, attraverso i comuni amici Mike Cahill (film maker) e Rachel Monosov (l’artista talentuosa che ha presentato la sua Amata immortale, nella foto sopra): quando ho capito che l’arte visiva sarebbe stata una parte importante del festival e lei ha accettato sapevo che il suo lavoro sarebbe stato un valore aggiunto al progetto. Molly Feingold, Director of Production, l’ho incontrata a giugno a un evento sponsorizzato dagli High Concept Laboratories, partner anche del festival. Aurélien Pederzoli, uno dei nostri violinisti più dotati, e David Moss, la nostra viola di punta, mi hanno aiutato nella programmazione e nel selezionare i musicisti. Sono amico da un paio d’anni di Robert McConnell, direttore musicale, Mischa Zupko, responsabile di Beethoven Today e Katherine Lee, cui fa capo la sezione educativa.

 

In Italia c’è preoccupazione riguardo agli sponsor, difficili da trovare. Com’è possibile organizzare un festival basandosi solo su quelli privati?

Trovare sponsor è una delle maggiori difficoltà di qualsiasi progetto creativo. Abbiamo fatto affidamento su donatori privati e sulla vendita di biglietti. La nostra squadra di supporters è cresciuta in questi quattro anni: hanno valutato il lavoro fatto e deciso di credere in noi. Tuttavia, la prima edizione è stata fatta con piccole cifre.

Cosa ci puoi dire dell’edizione 2012?

La scorsa edizione è stata incentrata sul tema Beethoven come uomo e come Musa; del prossimo tema verrà dato l’annuncio sul sito il 16 dicembre, giorno del compleanno di Beethoven. La rassegna avrà luogo in uno spazio più grande, più centrale, a Chicago. Ci piacerebbe molto portare questo festival in giro per il mondo, ma lo potremmo fare soltanto cercando un partner locale o appoggiandoci a un festival già esistente che voglia collaborare con noi. Se un’opportunità di collaborazione artistica verrà fuori, salteremo su quel treno!

Scritto per Sipario, n. 741.