George Frideric Handel: Collected Documents. Compiled and edited by Donald Burrows, Helen Coffey, John Greenacombe, Anthony Hicks. Volume 2, 1725–1734. Cambridge: Cambridge University Press, 2015. [xv, 857 p. ISBN 9781107019546. $180.] Illustrations, bibliography, indexes.
From: Notes
Volume 73, Number 3, March 2017
pp. 564-565 | 10.1353/not.2017.0024
Categoria: Post-it
Glenn Gould e la ricerca del pianoforte perfetto

Come si diventa ciò che si è? Le strade e le variazioni sono infinite. Un pianoforte, per esempio, può essere d’aiuto. Ma la strada per trovarlo, a volte, è lunga e faticosa. Se il protagonista è Glenn Gould, il fuoriclasse del pianoforte, un ragazzo schivo e strano che precocemente mollò la carriera musicale nel 1964 a 32 anni, quella ricerca è tutto. Attorno a lui pullula un piccolo universo di uomini, come l’accordatore quasi cieco Verne Edquist, di oggetti, tipo dozzine di chiavi di stanze d’albergo, oltre a un intrecciarsi di casi imprevedibili, come le disavventure con la fabbrica degli Steinway e con Bill Hupfer che rende possibile l’incontro col pianoforte perfetto.
Scovare lo strumento giusto, tagliato come un abito di sartoria, equivale a riconoscere, fra mille, l’anima gemella. Gould sapeva con precisione cosa cercava in un pianoforte, ma il CD 318 – questo il suo nome – arrivò a Toronto solo a metà degli anni ’40: di fatto era stato lui, il pianoforte, a raggiungere Gould nella sua città natale.
Scritto per il blog Einaudi, lo Struzzo a scuola
Curation, or: to take care of something
If you take care of someone, you work hard to find something which can make her life better and you’re transparent about the reasons you are doing it. Speaking of books, you don’t know who’s going to get benefit out of a book you really care of, you just tell everybody why that book made your life better. This is curation.
Marco Ferrario on Medium
Shostakovich performs Shostakovich
12 Préludes op. 34 & Polka from ‘The Golden Age’
Seven Children’s Compositions – A Child’s Exercise Book or Children’s Notebook, op.69 (1944-45), Three Fantastic Dances, op.5 Polka from the ballet ‘The Golden Age’.
Studiare a Berlino: piscine di palline e Omero in biblioteca
Staatsbibliothek, PotsdamerStraße 33. Berlino.
Dove, altrove nel mondo, si può incontrare Omero?
2. Grimm Zentrum
Trascorrere molto tempo in una biblioteca per una ricerca che dura per anni: la libertà di organizzare il proprio tempo e, insieme, la metafora di una metropoli e di chi la abita. Passarci anche parte delle notti perché è aperta e si possono fare fotocopie e scan fino a tardi.
Quando mi chiedono com’è Berlino, allora racconto della piscina di palline.
Ho la fortuna di studiare al Grimm Zentrum di Berlino, la biblioteca centrale della Humboldt-Universität.
Piano terra: emeroteca, una oasi di pace a disposizione di tutti (studenti e non), anche per chi passando di lì abbia solo un po’ di tempo a sua disposizione. Ampie poltrone, divanetti con poggiapiedi, dove i lettori possono togliersi le scarpe (sì) e leggere il giornale o un libro, o navigare col wi-fi.
Un’idea semplice, semplice: il Grimm Zentrum consente a chiunque – per esempio, agli studenti lavoratori e alle mamme – di studiare. Come dovrebbe essere in qualsiasi paese civile.
All’ultimo piano: la Kinderstube, a sorpresa.
Un’area insonorizzata con la piscina di palline e il tappeto in gomma, sponsorizzata da un privato – la Berliner Volksbank -, per consentire alle mamme di studiare mentre i loro bambini giocano. Quando lo racconto, in Italia, non ci credono.
Orari di apertura: dalle 8 a 24, da lunedì a venerdì, e dalle 10 alle 22, sabato e domenica. La tessera è gratis e chiunque abbia il domicilio a Berlino può prendere in prestito dei libri. Altrimenti si è ammessi a tutti i servizi, gratuitamente, ma non al prestito esterno. Chi non può portare i libri fuori dalla biblioteca ha a disposizione degli armadietti dove, per una settimana, i libri vengono riservati a tuo nome.
C’è una mensa, interna alla biblioteca, aperta a pranzo, cena, merenda, per evitare di dover interrompere il proprio lavoro e uscire nell’inverno prussiano. Lo slogan della mensa?
“Voi pensate a studiare, a tutto il resto ci pensiamo noi”
Chi lavora in gruppo ha aree appositamente dedicate: per evitare che qualcuno, avendo bisogno di parlare ad alta voce, disturbi gli altri.

I piani sono 7. La maggior parte dei libri è a scaffalatura aperta. Oltre ai bibliotecari (che fanno orari ridotti, rispetto a quelli di apertura dell’edificio) c’è un prestito automatizzato, fatto da due macchine chiamate “Jacob” e “Wilhelm”, come i fratelli Grimm. Così puoi prendere in prestito o restituire i libri a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Insomma: un’altra biblioteca dei sogni.

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