Raramente esprimo pubblicamente il dolore per la perdita di qualcuno. Credo che debba restare privato.
Per Mario Messinis, per la sua intelligenza, non convenzionalità, enorme cultura, per la sua capacità di sorprenderci sempre, per il gusto di vivere strappando la vita dall’osso però voglio fare un’eccezione. Ricorderò sempre quella sera in cui si schierarono gli uni contro gli altri musicologi reazionari e progressisti e, come dice il detto:
“Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati”.
Ogni volta che metterò su un disco di Frank Zappa, caro Messinis, sono certa che ti metterai a sorridere.
Arrivederci, caro Mario.
(Venezia, 7 marzo 1932 – Venezia, 8 settembre 2020)
La musica agisce ad un livello così profondo e inconscio che può diventare pericolosa. Con la musica si può andare in guerra, si possono fare battaglie, si possono convincere collettività intere, far piangere o esaltare. [..]
L’intervento del ritmo a livelli psico-fisiologici molto profondi è un fatto estremamente misterioso, che non so bene con cosa ha a che fare. Io con la musica avverto sempre una specie di minaccia. [..] Ha qualcosa di ricattatorio, moralistico. [..] La musica mi incupisce perché rappresenta la perfezione.
Federico Fellini a Nino Rota
Dal documento radiofonico “Voi ed io” trasmesso il 10/01/1979 da Radio Uno, pochi mesi prima della morte di Rota, nel quale il regista e il compositore ricordano le fasi del loro sodalizio artistico e Fellini, dal canto suo, mette in luce la propria concezione della musica.
Perentorio, icastico, folgorante, l’attacco della Sinfonia n. 5 di Beethoven è probabilmente il più conosciuto al mondo ma è anche uno dei più ostici, tecnicamente parlando, per i direttori d’orchestra.
Toscanini, Karajan, Bernstein, Barenboim, Harding, Ozawa, Pappano, Thielemann, Abbado: i confronti (audio/video) di Enrico Girardi sul Corriere della Sera.
Des Menschen Seele Gleicht dem Wasser: Vom Himmel kommt es, Zum Himmel steigt es, Und wieder nieder Zur Erde muß es, Ewig wechselnd.
Strömt von der hohen, Steilen Felswand Der reine Strahl, Dann stäubt er lieblich In Wolkenwellen Zum glatten Fels, Und leicht empfangen Wallt er verschleiernd, Leisrauschend Zur Tiefe nieder.
Ragen Klippen Dem Sturz entgegen, Schäumt er unmutig Stufenweise Zum Abgrund.
Im flachen Bette Schleicht er das Wiesental hin. Und in dem glatten See Weiden ihr Antlitz Alle Gestirne.
Wind ist der Welle Lieblicher Buhler; Wind mischt vom Grund aus Schäumende Wogen. Seele des Menschen, Wie gleichst du dem Wasser! Schicksal des Menschen, Wie gleichst du dem Wind!
Johann Wolfgang von Goethe
Canto degli spiriti sulle acque
Simile all’acqua è l’anima dell’uomo. Viene dal cielo, risale al cielo, di nuovo scendere deve alla terra, in perpetua vicenda.
Il getto limpido sgorga dall’arduo precipite dirupo; sul sasso liscio si frange in belle nuvole di pulviscolo; ondeggia accolto in dolce grembo, tra veli e murmuri, al basso va scorrendo.
Scogli si drizzano contro il suo émpito; egli spumeggia iroso di gradino in gradino verso l’abisso.
Indi per lento letto di prati volgesi, e fa specchio di lago, dove il lor viso miran tutte le stelle.
Ma dolce amante dell’onda è il vento; e talvolta dal fondo flutti spumanti suscita. O anima dell’uomo, come all’acqua somigli! O destino dell’uomo come somigli al vento!
(Traduzione di Diego Valeri)
Norske Solistkor e Oslo Camerata diretta da Grete Pedersen
Gesang der Geister über den Wassern, op. 167, D. 714
per ottetto vocale maschile e quintetto d’archi
Musica: Franz Schubert (1797 – 1828) Testo: Wolfgang von Goethe
Seconda variante – Adagio molto (la minore)
Organico: 4 tenori, 4 bassi, 2 viole, 2 violoncelli, contrabbasso Composizione: febbraio 1821 Prima esecuzione: Vienna, Kärntnertor Theater, 7 marzo 1821 Edizione: Spina, Lipsia, 1859
Questa e altre cinque domande rivolte a più di sessanta ospiti provenienti da dieci Paesi diversi, sul teatro che verrà.
Il teatro si fa strumento di riflessione sul presente: nell’impossibilità di vivere fisicamente i luoghi teatrali, il festival si trasforma in una grande riflessione collettiva sul teatro, capace di offrire spunti importanti per costruire il dopo.
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