Stehen im Schatten
Des Wundenmals in der Luft.
Für-niemand-und-nichts-Stehn.
Unerkannt,
für dich
allein.
Mit allem, was darin Raum hat,
auch ohne
Sprache.
Stehen im Schatten
Des Wundenmals in der Luft.
Für-niemand-und-nichts-Stehn.
Unerkannt,
für dich
allein.
Mit allem, was darin Raum hat,
auch ohne
Sprache.
Ma, finché leggeremo, nel nostro paese, articoli che interpretano l’attuale carenza di docenti nella scuola (media) così:
Abbondano i posti in più di musica, educazione artistica e ginnastica, tutte materie altamente formative ma che non ci aiutano a risalire la china delle classifiche internazionali.
Orsola Riva, Il Corriere della sera online, 29 ottobre 2015
Non potremo far in modo che le arti abbiano il posto che gli dovrebbe spettare. I teatri saranno sempre più vuoti.
Non ci sarà speranza di far del nostro paese un luogo di persone colte, occupate, felici di ciò che hanno appreso e di quello che sono, dedite soprattutto a ciò amano (sia questo la musica, l’educazione artistica, l’ingegneria o la matematica). E non al ranking nelle classifiche internazionali.
La scuola delle tre i […] in nome di una pedagogia neoliberale […] riduce la scuola a un’azienda che mira a produrre competenze efficienti adeguate al proprio sistema. Si sacrifica volentieri ogni riferimento alla pratica educativa per enfatizzare un principio di prestazione.
Massimo Recalcati, autore di questa frase illuminante, nel suo recente, bellissimo, drammatico e necessario L’ora di lezione, collega questo genere di problemi alla scuola-Narciso, dove una:
“Nuova alleanza tra genitori e figli disattiva ogni funzione educativa da parte dei genitori che si sentono […] impegnati ad abbattere gli ostacoli che mettono alla prova i loro figli per garantire loro un successo senza traumi […].
La formazione si riduce al solo potenziamento del principio di prestazione che deve poter preparare i nostri figli alla gara implacabile della vita.
Il fallimento non è tollerato, così come non è tollerato il pensiero critico […]. La Scuola-Narciso vive infatti all’ombra del principio di omologazione e di una concezione efficientistica della didattica, assimilata […] all’azienda.
La paranoia della Scuola-Edipo lascia il posto alla Scuola-Narciso. Se la prima si polarizza sulle dinamiche conflittuali […], la seconda ha come suo primo tratto […] l’assenza di conflitto fra le generazioni e la prevalenza di un Ideale di prestazione che le accomuna indifferentemente”.
Nell’ambito della nona edizione del Festival MiTo Settembremusica 2015 ho lavorato con lo stellare social media team di Torino (Franco Carcillo e Mirko Corli, in regia).
Oltre all’immancabile live tweeting dal Teatro Vittoria per seguire tutto il Focus pianistico su Chopin e Skrjabin (qui il programma di sala), ho vestito i panni dell’inviata speciale, intervistando su Twitter alcuni degli artisti presenti al festival. Il formato dell’intervista breve, in 120 caratteri, ben si presta a poche, fulminee domande.
Veicolate dall’hashtag #ask ho curato tutti i “dietro le quinte” dell’accounti di MiTo Torino (che all’epoca rispondeva al nome: @
MiToTorino).
Ho incontrato:
Berlino
Cari amici: rifugiati e volontari! Se ne avete abbastanza di fissare il muro dell’alloggio di emergenza che vi accoglie, in attesa di una richiesta di asilo, se vi sentite isolati dalla normale vita berlinese e dai berlinesi, se avete voglia di trovare un amico e di trascorrere in serenità un sabato con la vostra famiglia e i vostri amici facendo qualcosa di bello e di speciale – in breve, se anche le vostre anime hanno bisogno di nutrimento, se siete interessati alle belle arti e allo stesso tempo desiderate mangiare una torta con noi: venite sabato, 12 settembre, dalle 15 allo Schiller Theater (Bismarckstr. 110, U-Bahn Ernst-Reuter-Platz o S-Bahn Savignyplatz).
Cibo per l’anima per grandi e piccoli in forma di musica, conversazione, canto, e specialmente per i bambini, un laboratorio di maschere teatrali, trucco e costumi… così come dolci (halal!) fatti in casa dal personale della Staatskapelle e dello Staatsopernchor: troverete tutto questo alla nostra festa. Musiciste e musicisti, cantanti di eccellenza internazionale condivideranno i loro talenti. Tutto gratis. Alle 20 ci sarà una grande festa finale sul palcoscenico principale. Cercheremo di organizzare dei bus dai vostri ricoveri di emergenza o aiutandovi a raggiungervi coi mezzi pubblici (i biglietti sono gratis). Potete venire in qualsiasi momento tra le 15 e le 21.
Ci piacerebbe condividere con voi questa parte della nostra cultura, per la quale come professionisti della musica e del teatro spendiamo ogni giorno le nostre energie e il nostro amore. Ci sono forse fra di voi artisti o musicisti, professionisti o dilettanti, che potranno condividere qualcosa con noi, in un’altra festa?
Noi vogliamo che la Germania e specialmente Berlino possa ricevervi con un volto umano. Se siete musicisti che non hanno potuto portare con sé i propri strumenti o che li hanno persi durante il viaggio, non esitate a contattarci. Ci sarà certamente il modo di aiutarvi a suonare di nuovo – si possono trovare a Berlino anche strumenti tradizionali.
Last not least: i migranti sono benvenuti! I rifugiati sono i benvenuti!
L’originale sul blog della Staatsoper in tedesco, inglese, arabo.
Sono stata allieva del celebre (e grande professore, al di là della sua notorietà) Gian Luigi Beccaria, che spesso dedicava, nei suoi corsi di storia della lingua italiana, una parte delle lezioni al burocratese, una sorta di lingua a sé stante, con i suoi codici, tic, particolarità. Quella lingua sembrava lontana anni luce da una facoltà in cui le Humanae litterae erano proclamate ad alta voce, con la maiuscola, quasi noi, apprendisti intellettuali, piccoli umanisti in nuce, fossimo destinati a essere dei nipotini di Marsilio Ficino.
Oggi la stessa Facoltà nella quale ho studiato mi manda questa email. Credo riassuma una parte del problema della formazione universitaria (e, purtroppo, non solo) in Italia. Se uno ci “fa l’orecchio”, dopo un po’ il burocratese smette di urtare la sensibilità individuale. Ma questa email è un pugno in faccia agli umanisti di allora.
C’è modo di fermare la “neolingua”? Siamo finiti a piè pari nella distopia di Orwell?
Se Calvino fosse vivo, gliela porterei di persona, questa lettera. E lui la includerebbe in Una pietra sopra.
Noi siamo la lingua che parliamo (e scriviamo).
In occasione dell’avvio del nuovo esercizio di Valutazione della Qualità della Ricerca VQR 2011-2014 l’Università di ZZ ha previsto un incontro per la presentazione della nuova procedura. L’intervento sarà tenuto dal Prof. XY del Consiglio Direttivo dell’ANVUR, a cui è affidato il coordinamento di tutte le attività relative alla VQR. Nell’incontro verranno presentate le principali novità che caratterizzano il nuovo esercizio e verranno effettuati approfondimenti sulle procedure ad esso collegate come il Progetto I.R.ID.E e il rapporto tra VQR e scheda SUA-RD.
Sottolineo l’importanza che l’Ateneo sappia valorizzare al massimo, grazie all’impegno di tutti, i risultati dell’esercizio valutativo VQR 2011-2014 e ricordo che i risultati della VQR hanno ricaduta diretta sull’attribuzione del FFO, dei punti organico e sulle procedure di accreditamento e valutazione dei corsi di dottorato.

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