In memoriam Mario Messinis (1932-2020)

Raramente esprimo pubblicamente il dolore per la perdita di qualcuno. Credo che debba restare privato.

Per Mario Messinis, per la sua intelligenza, non convenzionalità, enorme cultura, per la sua capacità di sorprenderci sempre, per il gusto di vivere strappando la vita dall’osso però voglio fare un’eccezione. Ricorderò sempre quella sera in cui si schierarono gli uni contro gli altri musicologi reazionari e progressisti e, come dice il detto:

“Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati”.

Ogni volta che metterò su un disco di Frank Zappa, caro Messinis, sono certa che ti metterai a sorridere.

Arrivederci, caro Mario.

(Venezia, 7 marzo 1932 – Venezia, 8 settembre 2020)

Nino Rota e Federico Fellini: sulla musica

La musica agisce ad un livello così profondo e inconscio che può diventare pericolosa. Con la musica si può andare in guerra, si possono fare battaglie, si possono convincere collettività intere, far piangere o esaltare. [..]

L’intervento del ritmo a livelli psico-fisiologici molto profondi è un fatto estremamente misterioso, che non so bene con cosa ha a che fare. Io con la musica avverto sempre una specie di minaccia. [..] Ha qualcosa di ricattatorio, moralistico. [..] La musica mi incupisce perché rappresenta la perfezione.

Federico Fellini a Nino Rota

Dal documento radiofonico “Voi ed io” trasmesso il 10/01/1979 da Radio Uno, pochi mesi prima della morte di Rota, nel quale il regista e il compositore ricordano le fasi del loro sodalizio artistico e Fellini, dal canto suo, mette in luce la propria concezione della musica.

Teche Rai

Intervista a Nino Rota – Nino Rota dirige le sue colonne sonore per Fellini (1975)
Alba Calia intervista Nino Rota

Una chiacchierata con Filippo Gorini

L’exploit di Filippo Gorini nel mondo della musica è avvenuto con la vittoria della celebre International Telekom Beethoven Competition Bonn (2015, primo premio, premio del pubblico e premio Beethoven-Haus), cui seguì l’incisione nel 2017 delle Variazioni Diabelli pubblicate per Alpha Classics.

Sospettando una comune affinità elettiva beethoveniana, lo incontro a Ravenna in occasione del suo recital alla Rocca Brancaleone, in una chiacchierata informale che nasce come proseguo di una conversazione svoltasi su Facebook con Alexander Lonquich e da quella prende le mosse.

Tuoi modelli di riferimento nell’interpretazione pianistica? Quali sono?

Più passa il tempo, più allargo il mio orizzonte di ascolto e la scelta degli interpreti da cui traggo ispirazione. Fondamentali per me: Pollini, sono letteralmente cresciuto ascoltandolo, Brendel, e per altri versi Richter e Edwin Fischer.

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Dieci direttori per la Quinta di Beethoven

Perentorio, icastico, folgorante, l’attacco della Sinfonia n. 5 di Beethoven è probabilmente il più conosciuto al mondo ma è anche uno dei più ostici, tecnicamente parlando, per i direttori d’orchestra.

Il libro: Donzelli editore

Foto di Luisa Prayer

Toscanini, Karajan, Bernstein, Barenboim, Harding, Ozawa, Pappano, Thielemann, Abbado: i confronti (audio/video) di Enrico Girardi sul Corriere della Sera.

Herbert von Karajan

 

Scrivere di musica, una guida pratica e intima di Rossano Lo Mele

Tra il memoir e il manuale di istruzioni per il giovane critico musicale, Scrivere di musica, una guida pratica e intima di Rossano Lo Mele (Minimum Fax anche in ebook), direttore editoriale del mensile Rumore e batterista dei Perturbazione, non manca un colpo. A partire dal blurb: “Chi scrive di musica si arroga il diritto di spiegare agli altri cosa stanno sentendo. Non è una faccenda da poco”.

Poco importa (ancor meno oggi) che si viva in un paesello minuscolo o in una metropoli, è nell’adolescenza che scocca la scintilla: come trasformare la passione nella meta di una vita prima e in un lavoro poi è la sfida. Pare facile!

Tenendo sempre viva l’attenzione, l’autore rievoca l’apprendistato sulle riviste cartacee e in radio, scrive dei modelli giornalistici (per dirne due: dal mitico Lester Bangs a Paul Morley) a cui guardò e delle riviste che fecero un’epoca, annota gli incontri memorabili, fa la tara alle star e, come un fratello maggiore, mette in guardia dagli ostacoli nei quali si può facilmente inciampare. 

Doppio Zero