Le Muse scappano se si parla di loro.
Da: Jean Cocteau secondo Jean Cocteau, Castelvecchi editore,
in: Arbasino, Corriere della Sera, 9/12/2013, p. 31.
Autore: Benedetta Saglietti
Ascoltare il passato con le orecchie del futuro
Sempre più spesso mi accorgo che canzoni (relativamente) recenti sono remake. Un po’ ci resto male. Un po’ mi rendo conto – avendo letto Retromania di Simon Reynolds – che forse è inevitabile.
Since I Don’t Have You: The Skyliners e i Guns N’ Roses
Close Your Eyes: Al Bowlly e Stacey Kent
My woman / Your woman: Al Bowlly e i White Town
Just a gigolo: Ted Lewis Orchestra e David Lee Roth
Come rain or come shine: Bill Evans Trio e Don Henley
Annette Hanshaw – I Wanna Be Loved By You (1929)
e 30 anni dopo Marylin Monroe in Some Like It Hot (1959)
“Verdi, narrar cantando”: Paolini & Brunello

Debutta al Teatro Regio di Torino lo spettacolo di Marco Paolini e Mario Brunello che fa cantare il pubblico.
Far cantare il pubblico è un’idea che nella sua semplicità fa presa. Si cementa “qualcosa”, attraverso il canto collettivo, qualcosa che forse questo Paese sta dimenticando.
E soprattutto: quando ci ricapiterà di cantare in un teatro gremito fino all’ultima poltrona?
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Selfpublishing e tempo
Se è vero che il selfpublishing è parte della buona, o presunta tale, “economia dell’abbondanza”, continua tuttavia a scontrarsi con la scarsità della principale risorsa del lettore: il tempo. Per quanto buoni siano gli algoritmi che ci profilano, consigliano e customizzano, è estremamente probabile che il piacere che ci può derivare da una buona lettura sia mediamente più basso, perché è più probabile che incontriamo contenuti che non ci piacciono. Si genera una diseconomia; e le diseconomie hanno dei costi.

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