Dalle origini ai Prodigy disegnato da Pablo Morales de los Rios
(Beethoven apprezzerebbe vedere che sotto di lui Rossini, in particolare!, Chopin, Mendelssohn, Schumann, Schubert e Liszt sono disegnate come sue gemmazioni).
Autore: Benedetta Saglietti
La cultura è diventata un lusso
I direttori dei giornali si sentono obbligati ad abbassare le loro ambizioni intellettuali per aumentare il numero dei lettori. […]
Allo stesso tempo ciò che sta accadendo può essere visto come la fase finale di una lunga “lotta di classe” tra due categorie di collaboratori della stampa quotidiana. La prima è composta da giornalisti cresciuti nelle redazioni dei telegiornali e delle riviste della sfera mediatica. Si tratta di una classe storicamente “inferiore”, che però si è ormai impossessata delle pagine culturali. […]
Ma quale sarà l’impatto di queste modifiche sugli abbonamenti? Un giovane giornalista freelance motivato non costa molto, quindi permette di risparmiare a breve termine e racimolare qualche lettore qua e là tra i giovani. Inoltre è probabile che il ragazzo seguirà diligentemente la linea editoriale del giornale improntata su “costumi e società” e privilegerà dunque la moda, i viaggi, i divertimenti, l’arredamento e i best seller.
Articolo interessante di Lars Lönnroth tradotto da Andrea Sparacino per Presseurop.eu
Charles Rosen a ruota libera, in italiano
Recentemente (9/12/12) è scomparso Charles Rosen.
Qui Rosen è intervistato in italiano da Saverio Simonelli.
Segnalazioni vivaldiane
Federico Maria Sardelli, Catalogo delle concordanze musicali vivaldiane, Fondazione Giorgio Cini, Firenze, Olschki, 2012.
Music of the Venetian Ospedali Composers. A Thematic Catalogue, ed. by Joan Whittemore, Hillsdale (NY), Pendragon Press, 1996.
Maderna e l’Italia musicale degli anni ’40
Maderna e l’Italia musicale degli anni ’40, atti dell’incontro di studio, Verona 10 ottobre 2009.

A cura di Gabriele Bonomo e Fabio Zannoni,
Ed. Suvini Zerboni, Milano 2012, pp. 163, € 20.
Tenutosi nel 2009 nell’ambito di Verona Contemporanea/Intersezioni, questo convegno è nato innanzitutto dal ritrovamento della partitura del Concerto per pianoforte e orchestra del 1942, la cui ed. critica è stata curata nel 2012 da Angela Ida De Benedictis, che qui traccia filologicamente il percorso, degno di una spy story, degli esemplari superstiti. Fabio Zannoni spiega che ingiustamente, eccezion fatta per Mila, una certa prospettiva storiografica e critica non colse la centralità di Maderna. Negli anni ’80 hanno aperto la strada alla ricerca maderniana Rossana Dalmonte e Mario Baroni (che ha originato l’Archivio Maderna presso l’Università bolognese), il cui testimone è stato raccolto da più giovani studiosi. Laura Och indaga la precoce apparizione di Maderna a Verona, sua città adottiva, come direttore d’orchestra-ragazzo prodigio (1933-46); Raffaele Pozzi e Daniela Tortora esaminano il periodo romano, quando Maderna era allievo di Alessandro Bustini; l’“apprendistato anomalo” e il paradosso delle relazioni fra Malipiero, Maderna e Nono è materia di Veniero Rizzardi. Leo Izzo affronta il rapporto di Maderna col jazz; Baroni la doppia versione di Introduzione e Passacaglia, Dalmonte studia le opere preseriali con testo poetico. Tutti i saggi fanno ampio ricorso a lettere e documenti d’archivio.
Il Giornale della Musica, 297, novembre 2012, p. 29

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