Il Sacre va a teatro sulle Colline torinesi

Il collettivo berlinese She She Pop mette in scena la Frühlingsopfer alla Casa Teatro Ragazzi a Torino nell’ambito del Festival delle colline torinesi.

Un cerchio magico, tracciato da una spessa corda arancione, 4 lenzuoli su cui sono proiettate le madri, 4 figli, 3 femmine e un maschio, dentro al cerchio…

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she she pop

Krenek torna alla Staatsoper di Berlino

La rara opera da camera “Tarquin” come metafora delle dittature

La piccola sala della Werkstatt non ha paura di sperimentare, e di questo le siamo molto grati.

Giornale della musica

Bonus: da leggere A Festschrift for “Ernst Who???” by Glenn Gould

Janáček e Poulenc abbinati a Berlino

L’idea originale e vincente del drammaturgo Detlef Giese e di Günther Albers è stata di combinare, in modo alternato, “Il diario di uno scomparso” (1919) di Janáček e “La voix humaine” di Poulenc (1959). Due opere che, non solo a livello musicale, son abbastanza diverse fra di loro…

Il Giornale della Musica

© Vincent Stefan

Wissen Sie, wie man Töne reinigt? Satiesfactionen

Flimm gioca con Satie nella Werkstatt berlinese

Le piège de Méduse (1913) è una gustosa comédie lyrique surrealista di Satie, su cui ha messo le mani Jürgen Flimm, inframmezzandola con altre musiche (ad es. Sylvie, 1886) e testi dello stesso Satie, in traduzione tedesca.

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© Hermann Baus

© Hermann Baus

La bella mugnaia incontra i senzatetto di Berlino

schoene

Quale relazione possa esserci fra la “Schöne Müllerin” di Schubert e i senzatetto giunti a Berlino sembra, a una prima occhiata, difficile da capire. E sulla carta sembra un’idea rischiosa. Stefan Weiller si è messo in ascolto. Si è accorto che molti senzatetto erano accomunati da storie d’amore infelici o non ricambiate, le quali li hanno condotti a vivere in strada.

Weiller ha costruito un intero progetto artistico attorno alla “Bella mugnaia”: ha a disposizione il meraviglioso spazio della Heilig-Kreuz-Kirche, due attori, Dagmar Manzel e Ulrich Matthes, il soprano Christina Schmid, il mezzosoprano Susanna Frank, il bravo tenore Theodore Browne, il pianista Hedayet Djeddikar e l’arpista Monica Rincon, il Duo Fragile, Daniela Fonda a introdurre e un coro. All’originale ciclo liederistico sono intervallate le storie frammentarie dei senza fissa dimora e alcune canzoni di Friedrich Hollaender.

Come sia facile scivolare in una via senza ritorno, lo chiariscono bene le voci di questi “non visti” che incontriamo ogni giorno nella metro, sulla U-Bahn: e così il vagare, l’iniziale gioia dell’io narrante, che non conosce riposo né giorno, né notte, assume un senso diverso, nuovo, cui non avevamo mai pensato prima.

Io non so che mi successe,
Né chi mi diede il consiglio,
Anch’io dovetti scendere
Con il mio bastone da viandante.

Ascoltare Schubert attraverso queste storie è straniante: l’opera d’arte ne esce rivitalizzata, e noi usciamo nel mondo con altri occhi.

Prima esecuzione assoluta: 2 novembre 2014, Heilig-Kreuz-Kirche, Zossener Str. 65, 10961 Berlino.

Realizzato grazie a: Diakonische Werk Berlin-Brandenburg-schlesische Oberlausitz

Prossima data: 18.1.2015, St. Petri Kirche, Hamburg

Extra (DE): Servizio televisivo della ZDF

Mahagonny risorge ancora

Un nuovo allestimento dell’opera di Kurt Weill nell’ambito del Festival für neues Musiktheater INFEKTION!

La recensione su Il Giornale della musica

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