Digital curation: #quartettoitaliano

Il 14 gennaio ci ha lasciati Elisa Pegreffi, ultimo membro dello storico Quartetto Italiano.

quartetto italiano

Visto che i giornali, a eccezione di Amadeus e della Gazzetta di Reggio, non sembrano esser stati particolarmente sensibili alla notizia, né ricettivi, il 15 gennaio ho onorato la memoria del grande quartetto con tutti i miei tweet.

Risorse digitali per i nuovi umanisti

La ricerca umanistica non può più prescindere dagli strumenti digitali: lo sappiamo ormai da tempo.

Oltre alla vitale intersezione tra archivio analogico e quello digitale, un mondo di possibilità è pure dischiuso, non solo dalla digitalizzazione di ciò che esisteva in cartaceo, ma anche dall’esistenza di un pubblico, più ampio di quello universitario, cui diffondere le nostre ricerche.

Il plus della rete, intesa quale reticolato di persone, rende praticabili imprese che fino a qualche anno fa sarebbero state ardue, se non impensabili.

Il mio guestpost per ebook reader Italia

Aldine 197 frontespizio
Aldine 197 frontespizio

Musicologia

Musicologia è parola recente che avrebbe sorpreso Dante e che anche oggi a molti non piace. È foggiata, come tante altre, sul modello antico e glorioso di filologia. Ma chiunque inventò quel modello pose l’accento sul primo dei due elementi che lo compongono, sull’amore di bellezza nel discorso; mentre ogni successiva derivazione ha accentuato la componente del logos, con verbosità spesso inelegante, assumendo, in nome di obiettività, un atteggiamento di distacco, o addirittura di aggressività verso l’oggetto prescelto.

Filologia, amorosa ed amabile, fu giudicata da un poeta degna sposa a Mercurio; in Musicologia altro non so vedere che una zitella arcigna, il cui amore segreto per nientedimeno che Apollo è, e rimarrà, senza speranza finché essa non smetta i pesanti occhialoni, il gergo tecnico, il tono burocratico, e non assuma un contegno più gentile e umanistico. Occorre però rendere giustizia a madonna Musicologia, e riconoscere che le lenti d’ingrandimento, i metodi analitici, e magari le statistiche, sono oggi strumenti indispensabili del suo lavoro.

Nino Pirrotta,

Rivista Italiana di Musicologia (vol. I, 1966)

via Carlo Fiore

La musica nelle scuole. Non ce n’è abbastanza.

Un tempo eravamo il paese della musica…

Ma, finché leggeremo, nel nostro paese, articoli che interpretano l’attuale carenza di docenti nella scuola (media) così:

Abbondano i posti in più di musica, educazione artistica e ginnastica, tutte materie altamente formative ma che non ci aiutano a risalire la china delle classifiche internazionali.

Orsola Riva, Il Corriere della sera online, 29 ottobre 2015

Non potremo far in modo che le arti abbiano il posto che gli dovrebbe spettare. I teatri saranno sempre più vuoti.

Non ci sarà speranza di far del nostro paese un luogo di persone colte, occupate, felici di ciò che hanno appreso e di quello che sono, dedite soprattutto a ciò amano (sia questo la musica, l’educazione artistica, l’ingegneria o la matematica). E non al ranking nelle classifiche internazionali.

Ovvero l’efficientismo della didattica…

La scuola delle tre i […] in nome di una pedagogia neoliberale […] riduce la scuola a un’azienda che mira a produrre competenze efficienti adeguate al proprio sistema. Si sacrifica volentieri ogni riferimento alla pratica educativa per enfatizzare un principio di prestazione.

Massimo Recalcati, autore di questa frase illuminante, nel suo recente, bellissimo, drammatico e necessario L’ora di lezione, collega questo genere di problemi alla scuola-Narciso, dove una:

“Nuova alleanza tra genitori e figli disattiva ogni funzione educativa da parte dei genitori che si sentono […] impegnati ad abbattere gli ostacoli che mettono alla prova i loro figli per garantire loro un successo senza traumi […].

La formazione si riduce al solo potenziamento del principio di prestazione che deve poter preparare i nostri figli alla gara implacabile della vita.

Il fallimento non è tollerato, così come non è tollerato il pensiero critico […]. La Scuola-Narciso vive infatti all’ombra del principio di omologazione e di una concezione efficientistica della didattica, assimilata […] all’azienda.

La paranoia della Scuola-Edipo lascia il posto alla Scuola-Narciso. Se la prima si polarizza sulle dinamiche conflittuali […], la seconda ha come suo primo tratto […] l’assenza di conflitto fra le generazioni e la prevalenza di un Ideale di prestazione che le accomuna indifferentemente”.

graffiti Ferrara New York