Conosci quella terra ove fioriscono i cannoni? Erich Kästner

Se avessimo vinto la Guerra mondiale allora saremmo uno stato altezzoso. E noi premeremmo finanche nel letto le mani sui fianchi dei nostri calzoni.

Erich Kästner

Conosci quella terra ove fioriscono i cannoni?

A cura di Artemio Focher

Collana Poesia, n. 69
2019, pp. 248


Kennst Du das Land, wo die Kanonen blühen?
Du kennst es nicht? Du wirst es kennenlernen!
Dort stehn die Prokuristen stolz und kühn
in den Büros, als wären es Kasernen.

Dort wachsen unterm Schlips Gefreitenknöpfe.
Und unsichtbare Helme trägt man dort.
Gesichter hat man dort, doch keine Köpfe.
Und wer zu Bett geht, pflanzt sich auch schon fort!

Wenn dort ein Vorgesetzter etwas will
– und es ist sein Beruf etwas zu wollen –
steht der Verstand erst stramm und zweitens still.
Die Augen rechts! Und mit dem Rückgrat rollen!

Die Kinder kommen dort mit kleinen Sporen
und mit gezognem Scheitel auf die Welt.
Dort wird man nicht als Zivilist geboren.
Dort wird befördert, wer die Schnauze hält.

Kennst Du das Land? Es könnte glücklich sein.
Es könnte glücklich sein und glücklich machen!
Dort gibt es Äcker, Kohle, Stahl und Stein
und Fleiß und Kraft und andre schöne Sachen.

Selbst Geist und Güte gibt’s dort dann und wann!
Und wahres Heldentum. Doch nicht bei vielen.
Dort steckt ein Kind in jedem zweiten Mann.
Das will mit Bleisoldaten spielen.

Dort reift die Freiheit nicht. Dort bleibt sie grün.
Was man auch baut – es werden stets Kasernen.
Kennst Du das Land, wo die Kanonen blühn?
Du kennst es nicht? Du wirst es kennenlernen!

– Erich Kästner, 1928

Ho contribuito (casualmente) alla nascita di questo un libro, ne vado molto fiera.

Digital curation: dietro le quinte di MiTo 2015 live tweeting e #ask le twitterinterviste

Nell’ambito della nona edizione del Festival MiTo Settembremusica 2015 ho lavorato con lo stellare social media team di Torino (Franco Carcillo e Mirko Corli, in regia).

Oltre all’immancabile live tweeting dal Teatro Vittoria per seguire tutto il Focus pianistico su Chopin e Skrjabin (qui il programma di sala), ho vestito i panni dell’inviata speciale, intervistando su Twitter alcuni degli artisti presenti al festival. Il formato dell’intervista breve, in 120 caratteri, ben si presta a poche, fulminee domande.

Veicolate dall’hashtag #ask ho curato tutti i “dietro le quinte” dell’accounti di MiTo Torino (che all’epoca rispondeva al nome: @MiToTorino).

Ho incontrato:

  • il controtenore Rupert Enticknap (14 settembre) in occasione dell’opera Akhnaten di Philip Glass; riassunto pubblicato anche su Facebook; si segue la discussione al link #askAkhnaten

 

  • Stefano Bollani (15 settembre) segui su: #askBollani

 

 

  • Solo su Facebook puoi leggere l’intervista a Kaspars Putniņš, direttore artistico e direttore principale del Coro filarmonico estone da camera (in occasione del concerto del 14 settembre).

La Staatsoper invita i rifugiati alla festa d’inaugurazione della stagione 2015/16

Berlino

Cari amici: rifugiati e volontari! Se ne avete abbastanza di fissare il muro dell’alloggio di emergenza che vi accoglie, in attesa di una richiesta di asilo, se vi sentite isolati dalla normale vita berlinese e dai berlinesi, se avete voglia di trovare un amico e di trascorrere in serenità un sabato con la vostra famiglia e i vostri amici facendo qualcosa di bello e di speciale – in breve, se anche le vostre anime hanno bisogno di nutrimento, se siete interessati alle belle arti e allo stesso tempo desiderate mangiare una torta con noi: venite sabato, 12 settembre, dalle 15 allo Schiller Theater (Bismarckstr. 110, U-Bahn Ernst-Reuter-Platz o S-Bahn Savignyplatz).

Cibo per l’anima per grandi e piccoli in forma di musica, conversazione, canto, e specialmente per i bambini, un laboratorio di maschere teatrali, trucco e costumi… così come dolci (halal!) fatti in casa dal personale della Staatskapelle e dello Staatsopernchor: troverete tutto questo alla nostra festa. Musiciste e musicisti, cantanti di eccellenza internazionale condivideranno i loro talenti. Tutto gratis. Alle 20 ci sarà una grande festa finale sul palcoscenico principale. Cercheremo di organizzare dei bus dai vostri ricoveri di emergenza o aiutandovi a raggiungervi coi mezzi pubblici (i biglietti sono gratis). Potete venire in qualsiasi momento tra le 15 e le 21.

Ci piacerebbe condividere con voi questa parte della nostra cultura, per la quale come professionisti della musica e del teatro spendiamo ogni giorno le nostre energie e il nostro amore. Ci sono forse fra di voi artisti o musicisti, professionisti o dilettanti, che potranno condividere qualcosa con noi, in un’altra festa?

Noi vogliamo che la Germania e specialmente Berlino possa ricevervi con un volto umano. Se siete musicisti che non hanno potuto portare con sé  i propri strumenti o che li hanno persi durante il viaggio, non esitate a contattarci. Ci sarà certamente il modo di aiutarvi a suonare di nuovo – si possono trovare a Berlino anche strumenti tradizionali.

Last not least: i migranti sono benvenuti! I rifugiati sono i benvenuti!

L’originale sul blog della Staatsoper in tedesco, inglese, arabo.

Staatsoper Eroeffnung

Povere Humanae litterae

Sono stata allieva del celebre (e grande professore, al di là della sua notorietà) Gian Luigi Beccaria, che spesso dedicava, nei suoi corsi di storia della lingua italiana, una parte delle lezioni al burocratese, una sorta di lingua a sé stante, con i suoi codici, tic, particolarità. Quella lingua sembrava lontana anni luce da una facoltà in cui le Humanae litterae erano proclamate ad alta voce, con la maiuscola, quasi noi, apprendisti intellettuali, piccoli umanisti in nuce, fossimo destinati a essere dei nipotini di Marsilio Ficino.

Oggi la stessa Facoltà nella quale ho studiato mi manda questa email. Credo riassuma una parte del problema della formazione universitaria (e, purtroppo, non solo) in Italia. Se uno ci “fa l’orecchio”, dopo un po’ il burocratese smette di urtare la sensibilità individuale. Ma questa email è un pugno in faccia agli umanisti di allora.

C’è modo di fermare la “neolingua”? Siamo finiti a piè pari nella distopia di Orwell?

Se Calvino fosse vivo, gliela porterei di persona, questa lettera. E lui la includerebbe in Una pietra sopra.

Noi siamo la lingua che parliamo (e scriviamo).

In occasione dell’avvio del nuovo esercizio di Valutazione della Qualità della Ricerca VQR 2011-2014 l’Università di ZZ ha previsto un incontro per la presentazione della nuova procedura. L’intervento sarà tenuto dal Prof. XY del Consiglio Direttivo dell’ANVUR, a cui è affidato il coordinamento di tutte le attività relative alla VQR. Nell’incontro verranno presentate le principali novità che caratterizzano il nuovo esercizio e verranno effettuati approfondimenti sulle procedure ad esso collegate come il Progetto I.R.ID.E e il rapporto tra VQR e scheda SUA-RD.

Sottolineo l’importanza che l’Ateneo sappia valorizzare al massimo, grazie all’impegno di tutti, i risultati dell’esercizio valutativo VQR 2011-2014 e ricordo che i risultati della VQR hanno ricaduta diretta sull’attribuzione del FFO, dei punti organico e sulle procedure di accreditamento e valutazione dei corsi di dottorato.

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Calvino legge sconsolato al tavolo dell’Einaudi il rapporto tra VQR e scheda SUA-RD

Ritrovato manoscritto di Stravinsky (Pogrebal’naya Pesnya)

Il brano orchestrale Canto funebre, scritto da Igor Stravinsky in memoria del suo maestro Rimsky Korsakov, eseguito per la prima e unica volta nel gennaio 1909, è stato ritrovato da Natalya Braginskaya, in occasione di un riordino dell’archivio al Conservatorio di San Pietroburgo, scrive il Guardian.

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Stravinsky si rallegra per il ritrovamento!