Il debutto del giovane Alfredo Casella al Circolo degli artisti di Torino

Salotto musicale a cura dell’Orchestra Polledro di Torino

Torino, Circolo dei lettori, venerdì 8 aprile, ore 18, sala grande

Il debutto di Alfredo Casella 

Il primo concerto al pianoforte del giovane Alfredo Casella avvenne proprio in quest’aulica sala torinese (all’epoca appartenente al Circolo degli Artisti) il 15 aprile 1894.
A 122 anni di distanza quelle stesse note risuoneranno nella stessa sala grande sullo splendido strumento d’epoca.

Presentazione di Federico Bisio e Benedetta Saglietti.
Al pianoforte Chiara Biagioli.
In programma: Bach, Haendel, Martucci, Sgambati, Weber.

Ingresso gratuito.

Evento off Festival Alfredo Casella (11-24 aprile 2016)

salotto_8aprile_2016_casella_programmasalotto_8aprile_2016_alfredo_casella

La migliore metafora della scrittura

Avatar di Lisa VozzaIrresistibili

In questo periodo volo in media due volte al mese, di solito per lavoro, e anche se ho trascorso gran parte della vita ad avere paura degli aerei, ora li inseNewyorker_Airport_Final_Resized_3-1guo con la smania di un tossicodipendente. Se è da un po’ che non sono stato in aria, divento irrequieto, stizzoso, irragionevole, stanco – inutile come essere umano. L’inizio di un volo preannuncia l’azione di un gioco. La corsa è ombrosa e improbabile. Una massa di metallo carico, sferragliando lungo la pista, guadagna un improvviso scoppio di velocità e in un piccolo sussulto miracoloso perde il suo peso, si alza e si libra, inscenando attenti giri e coordinamenti via radio che evolvono verso l’assenza di sforzo. A terra, al momento dello sbarco, è di nuovo una carcassa di metallo; la metamorfosi si inverte. Una parte di me è sicura che morirò a ogni decollo, eppure ho bisogno di provare quel panico, quel sollevarsi da terra per non sentirmi perduto. Il volo è la…

View original post 22 altre parole

Il loro modo per dirmi addio

Avatar di Lisa VozzaIrresistibili

Tutto quello che sono riuscito a portare fuori dalla Russia erano una macchina per scrivere che all’aeroporto 20150805_170104hanno smontato pezzo per pezzo – il loro modo per dirmi addio -, un volumetto della Modern Library con le poesie di John Donne e una bottiglia di vodka che, nel caso fossi riuscito ad arrivare in Austria, avevo pensato di dare a Auden. Altrimenti me la sarei bevuta io.

Iosif Brodskij, Conversazioni, a cura di Cynthia L. Haven, traduzione di Matteo Campagnoli, Adelphi (2015). Nella foto (LV) una macchina da scrivere russa di Iosif Brodskij, conservata nella stanza a lui dedicata, nel museo Anna Achmatova alla Casa della Fontanka, a Pietroburgo.

View original post

Il sogno del tipografo

A un certo punto Emanuele Mensa si è posto una domanda.

La tipografia è un’arte da rottamare?

Lui pensava di no. E aveva un desiderio.

Così ha recuperato tutto ciò che le vecchie tipografie stavano dismettendo: piombo, caratteri mobili, macchine, etc. Possiede, ad esempio, più macchine tipografiche del tipo Heidelberg. Chiunque abbia visto in azione questa meraviglia della tecnica sa cosa intendo.

Il suo sogno oggi si chiama: archivio tipografico.

In via Brindisi 13/a, a Torino.

caratteri

 

In memoriam Sieghard Brandenburg (1938-2015)

Il 18 dicembre 2015, il giorno dopo il battesimo di Beethoven!, a Galmsbüll vicino a Flensburg, ci ha lasciati uno dei più grandi studiosi beethoveniani dei nostri tempi: Sieghard Brandenburg.

Tra i suoi contributi più notevoli la nuova edizione (dopo quella di Emily Anderson, I.L.T.E. Torino 1968) dell’epistolario beethoveniano, G. Henle Verlag, una pietra miliare della ricerca, tradotta in italiano da Luigi Della Croce e pubblicata da Skira – Accademia di Santa Cecilia. obituary

Sieghard Brandenburg è stato direttore del Beethoven-Haus dal 1984 al 2003. Ha curato la nuova edizione completa delle opere di Beethoven. Senza le sue ricerche, non sarebbero potuti esistere moltissimi libri oggi in circolazione su Beethoven.

Avevo avuto modo di conoscerlo personalmente, grazie a Barry Cooper, alla prima conferenza internazionale beethoveniana che si tenne a Manchester, nel 2012.

Non dimenticherò mai la gentilezza e la profonda umiltà di quel grande studioso.

È una grossa perdita per tutta la comunità scientifica e per gli studiosi beethoveniani in particolare.

A sinistra Sieghard Brandenburg, a destra Barry Cooper. Manchester 2012